La mostra personale di Elisabetta Sonda, intitolata “L’orma del pennello”, apre al pubblico sabato 25 luglio alle ore 18:00.
L’esposizione propone una selezione di opere che celebrano il gesto pittorico come testimonianza di un profondo dialogo tra materia e anima. Nella pittura di Sonda, questo concetto prende forma in una prassi metodologica e poetica, dove la tela diventa il palcoscenico per una continua epifania della natura e del sentimento. “L’orma del pennello” raccoglie opere che oscillano tra suggestioni semi-astratte e la libertà dell’astrazione pura.
Nata a Rotterdam e cresciuta nel rigore culturale olandese, l’artista ha unito le sue radici nordiche alla luminosità del paesaggio italiano, in particolare della Liguria, sua terra d’adozione. Questa duplice identità geografica e intellettuale si riflette in una straordinaria padronanza cromatica, frutto anche degli studi di Interior Design a Milano e della guida del maestro Augusto Garau, storico esponente del Movimento Arte Concreta (MAC). Da questa scuola, Sonda eredita una sensibilità scientifica per il colore, che si trasforma in un’espressione calda e vibrante, lontana dall’algida geometria.
I soggetti prediletti dall’artista, come fiori spontanei, giardini segreti, limoni sospesi, giochi d’acqua e silenzi delle nature morte, non vengono semplicemente descritti, ma evocati. Sonda aspira a “dare forma a ciò che sente, alle emozioni, piuttosto che a ciò che vede”. La sua pittura a olio, ricca e densa, si sviluppa attraverso stratificazioni e segni unici, in cui la realtà fenomenica perde i suoi contorni per trasformarsi in atmosfera, luce e pura vibrazione cromatico-emotiva. Per Elisabetta Sonda, dipingere è un atto meditativo che fa svanire tempo e luogo.
Il percorso espositivo si configura come un viaggio nella “natura interiore”, dove opere iconiche e composizioni più libere mostrano come il pennello possa essere ora una carezza leggera, ora un graffio deciso, imprimendo sulla tela l’urgenza di una ricerca spirituale. I visitatori sono invitati a superare la superficie del pigmento per immergersi in un dialogo intimo di stupore e contemplazione. “Il segno del pennello” diventa così la firma estetica di un’artista capace di trasformare il microcosmo di un giardino o la trasparenza di un riflesso in un linguaggio universale e senza tempo.
L’evento, curato da Barbara Cella, vedrà la presentazione critica di Luca Sabatino Raimo. L’artista sarà presente.
L’esposizione sarà visitabile fino a domenica 9 agosto 2026 con i seguenti orari:
• Giorni di apertura: dal mercoledì alla domenica 10:30 – 13:00 / 17:00 – 19:30
• Giorni di chiusura: lunedì e martedì
Ingresso libero.