Sabato 16 maggio, alle ore 17, si svolgerà presso la Sala Consiliare del Palazzo Comunale di Moneglia la presentazione del libro “Ennio Carando un filosofo nella Resistenza”, scritto da Giorgio Pagano. L’evento è organizzato dall’ANPI in collaborazione con il Comune di Moneglia.
La vita di Ennio Carando
Ennio Carando si formò a Torino, dove studiò con i filosofi morali Erminio Juvalta e Piero Martinetti. Ha insegnato in diverse città, tra cui Modena, Cuneo e Savona, e, a partire dall’ottobre del 1942, al Liceo Classico Costa di La Spezia. In ogni luogo, creò comunità di studenti che divennero partigiani e lo affiancarono durante la Resistenza. A La Spezia, Carando rappresentò il PCI nel CLN provinciale, dove si distinse come leader dal settembre 1943 fino al luglio 1944, quando il comitato venne scoperto dai fascisti. Nonostante la progressiva cecità, decise di unirsi ai partigiani in montagna nel suo Piemonte. Fu catturato e ucciso dai fascisti, in seguito a una delazione, il 5 febbraio 1945 a Villafranca Piemonte, insieme al fratello Ettore e a Leo Lanfranco. Ennio Carando è stato insignito della Medaglia d’oro al Valor militare.
Il libro di Giorgio Pagano
Il volume di Giorgio Pagano, attraverso un’accurata selezione di documenti, testimonianze e lettere, offre una biografia inedita di Carando, oltre a una panoramica significativa della filosofia italiana durante il Ventennio fascista.
Secondo Pagano, la figura di Ennio Carando «esprime un tratto caratteristico di tutti i movimenti di Resistenza: la fiducia in un futuro politicamente migliore, la fiducia nella vita e nell’umanità». Carando è descritto come un pensatore che unisce coerenza e azione, evidenziando l’importanza di una concezione morale della vita in un contesto disumanizzante, spingendo verso nuovi progetti umanistici.
Per Carando, «una vera riforma dev’essere contemporaneamente morale, sociale, economica», ponendo l’azione morale come priorità per la politica. Credeva che l’intellettuale, essendo un privilegiato, dovesse restituire alla società questo privilegio, fungendo da coscienza critica e voce di chi non ha voce.
Ennio Carando si distinse anche come educatore, capace di rendere la filosofia e la storia accessibili ai giovani. La sua metodologia maieutica si basava sul dialogo e sull’impegno verso una formazione completa delle coscienze, promuovendo l’analisi della complessità. La sua opposizione al fascismo si manifestava nella sua scuola critica, che incoraggiava l’uso del pensiero autonomo. Per lui, l’insegnamento dell’amore per la libertà era una forma tangibile di resistenza contro la dittatura. «Un’esperienza irripetibile», sottolinea Giorgio Pagano, «che lascia segni duraturi, che ci riguardano e ci parlano ancora».
Giorgio Pagano ha ricoperto il ruolo di sindaco di La Spezia dal 1997 al 2007 e attualmente è Copresidente del Comitato unitario della Resistenza e Presidente dell’Associazione culturale Mediterraneo. È attivo in progetti di cooperazione internazionale in Africa e Palestina e, come giornalista e storico, collabora con riviste come Patria Indipendente, Critica Sociale e Critica Marxista. Tra le sue pubblicazioni recenti si annoverano opere come “Sebben che siamo donne. Resistenza al femminile in IV Zona Operativa” e “Africa e Covid-19. Storie da un continente in bilico”. Nel 2023 ha curato “Io sono un operaio. Storia di un maestro d’ascia diventato sindacalista” e nel 2024 pubblicherà “Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto” con contributi di vari autori.