Massimiliano Monteverde, 43 anni, tecnico delle industrie elettriche ed elettroniche. Così si presenta l’allenatore:

“Ho iniziato ad allenare nel CSI tre anni fa dando una mano ad un gruppo di ragazzi che giocavano e giocano tuttora in varie squadre giovanili. Si erano conosciuti nel campetto della loro parrocchia, ed avevano fondato da soli una squadra. Il loro obiettivo era, ed è tuttora, il piacere di ritrovarsi insieme per divertirsi e con un certo spirito di appartenenza e al rappresentare il loro territorio con questa esperienza. Il mio obiettivo è venuto di conseguenza, il loro progetto mi è piaciuto fin da subito ed ho cercato semplicemente di aiutarli a farlo crescere, pensando che questa esperienza potesse aiutarli a crescere lasciando qualcosa sicuramente anche a me.

La squadra è l’Athletic Leivi del comune dove abito da qualche anno e partecipiamo ormai da tre anni ai tornei organizzati dal CSI Chiavari.

Nel Comitato mi trovo bene e condivido molti ideali, soprattutto quando si tratta di aiutare i giovani a crescere, sia a livello fisico ma soprattutto a livello umano, tipici del CSI. Il mio percorso insieme al CSI è sportivo ma sopratutto educativo perché i giovani possano crescere in un ambiente che insegni loro come muoversi nella loro vita futura. Pratico calcio come allenatore e corsa come istruttore ma anche a livello agonistico amatoriale. Lo sport in generale, che sia il calcio o la corsa, occupa praticamente una gran parte del mio tempo all’interno della settimana dove, appena finito il mio lavoro, ho vari impegni sportivi in vari orari, cercando di farli coesistere insieme”.

“Nel passato – prosegue Massimiliano Monteverde – ho iniziato con il calcio prima da giocatore nel campetto del mio quartiere e poi da dirigente della squadra del Villaggio Sport a Cogorno dove abitavo con i miei genitori e dove ho frequentato le scuole dell’infanzia, seguendo all’inizio un mio amico/collega che giocava nel Villaggio appunto. Dopodiché ho fatto il corso prima da istruttore e poi da allenatore UEFA C per giovani calciatori e nel mentre che mi aggiornavo ho iniziato e continuo ora ad allenare sul campo in varie squadre giovanili”.

“Lo sport mi ha aiutato moltissimo nella crescita personale – dice ancora il tecnico di Leivi – è un po’ come si dice una scuola di vita e molte situazioni che vivi te le ritrovi tutti i giorni ti aiuta tantissimo oltre che a livello fisico naturalmente.

Non ho piani o progetti futuri sicuramente sono uno che non si è mai sentito arrivato, sempre pronto a sfruttare situazioni o esperienze che lo possano aiutare a crescere sopratutto a livello personale ma in ogni ambito.

Per coloro che si avvicinano allo sport per la prima volta, il mio consiglio è di vivere lo sport come un vero insegnamento e come sfogo. Tutto ciò che si vive è un esperienza formativa, anche lo sport lo è, e non come veicolo per facili guadagni che non esistono”.