Non è solo la squadra femminile di serie A1 a portare, in giro per l’Italia e per l’Europa di pallanuoto, il nome di Rapallo. C’è anche l’arbitro Daniele Bianco che, proprio in questi giorni, ha raggiunto il prestigioso traguardo delle 100 partite dirette nella massima serie.

Manca solo un grande sogno: arbitrare l’Olimpiade

La sua storia è curiosa. Siamo nel 1999.

“Mio fratello mi disse che c’era bisogno di un altro arbitro per un’amichevole Pro Recco-Savona a Punta Sant’Anna. Mi obbligò ad andare. Mi ricordo Gu Baldineti e Claudio Mistrangelo allenatori, in vasca gente come Ferretti. Fu un inizio abbastanza forte”, ricorda il fischietto originario di Sori ma, ormai, rapallese a tutti gli effetti. Qui, infatti, vive e lavora all’Excelsior Palace Hotel.

“Nel 2000 ho iniziato a dirigere le mie prime gare ufficiali – racconta ancora Bianco -. Poi l’esordio in A2, a Salerno, con mio fratello. E quindi l’approdo in A1 in un Posillipo-Roma. Dal 2014 sono anche arbitro internazionale. Nel 2015 a Baku ho diretto la finale dei Giochi olimpici europei della categoria Under 17, nel 2016 in Cina la finale della World League e la scorsa estate la finale mondiale per il terzo posto giovanile delle ragazze. La finale non ho potuto farla perché, per fortuna, c’era l’Italia”.

Tutto il mondo della pallanuoto ha celebrato Daniele Bianco. E iIl nome di Rapallo è rimbalzato ovunque. Lui che, nei mesi scorsi, era balzato agli onori della cronaca per un episodio ancora molto curioso, una partita speciale:

“Quella con le mie figlie Lara e Elisa avversarie – sorride Bianco -. Le due squadre del Rapallo si affrontavano tra loro. Mi fu chiesto se volevo arbitrare. Non me lo feci ripetere due volte. Alle mie figlie non dissi nulla: ricordo le loro facce quando capirono. È un bellissimo ricordo con loro capitane delle rispettive formazioni. Elisa lo era a prescindere, Lara lo fece quella volta perché l’allenatrice sapeva della mia designazione”.

Insomma, Bianco ha vissuto tantissime emozioni grazie alla pallanuoto, in Italia e anche fuori dai confini. Manca solo una cosa al fischietto rapallese per entrare nella storia:

“Il sogno di tutti gli sportivi: l’Olimpiade”.