Una storia di guerra, di occasioni prese al volo, di coincidenze fortunate. Una storia a lieto fine. Azdren Llullaku, ex attaccante dell’Entella non ha mai mollato. E alla fine ha coronato il suo sogno: giocare in Italia tra i professionisti.

“Era il mio grande obiettivo – sorride – ringrazio l’Entella per questa grande occasione e voglio ripagare sul campo la fiducia della società”.

L’arrivo in Italia da profugo nel 2000

In Italia Llullaku arriva da profugo nel 2000, già orfano di padre dall’età di sei anni. Classe 1988, kosovaro di Istok e di etnia albanese, dopo il tragitto via mare Valona-Bari, che Azdren percorre insieme alla madre e al fratello, il trasferimento immediato in Germania, a Deggendorf, dove vive lo zio. Ma l’esperienza in Baviera dura solo una decina di mesi: Llullaku e la sua famiglia devono rientrare nel posto in cui sono stati registrati per la prima volta e precisamente a Tarzo, nel Trevigiano. Qui Azdren cresce, va a scuola, fa il cameriere per aiutare economicamente la madre vedova e, nonostante tutto, trova il tempo di giocare a calcio. Con la squadra del paese, il Vallata 1999, con cui esordisce nel campionato di Terza Categoria.

Quindi passa in Eccellenza con il Conegliano, prima di mostrare i muscoli con la Sacilese, alla sua prima volta Serie D: 8 gol in 31 presenze tra i 18 e i 19 anni nella stagione 2006-2007. Sembra l’inizio di una rapida scalata nella piramide calcistica italiana, in realtà la Serie D non farà che “perseguitarlo”. Immediatamente dopo quella stagione, l’Alto Adige gli concede la possibilità di giocare in C2. Per la quale, però, Azdren si dimostra ancora acerbo: 12 presenze, nessuna rete e un dietrofront tra i dilettanti, che lo porta all’exploit di 46 realizzazioni complessive nelle tre esperienze successive (tutte in Serie D) con Domegliara, Tamai (22 centri in una sola stagione) e San Donà Jesolo. Numeri che spingono il Padova ad interessarsi al giocatore. Ma Azdren, in Lega Pro, non può tornare e non sa come fare per passare – meritatamente – allo status di giocatore professionista.

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Così, nell’estate 2012, un agente gli propone un provino per una squadra rumena, il Gaz Metan, con cui Azdren – che comprensibilmente stupisce subito tutti – si lega per 4 anni. Nel nuovo paese Llullaku si distingue immediatamente ma perde una grossa occasione: la possibilità di mettersi in luce agli occhi di Gianni De Biasi, che con l‘Albania si sta rendendo protagonista di un autentico miracolo sportivo. Il Gaz Metan, infatti, quell’anno lo passa in seconda serie e, a metà della stagione 2015-2016, Azdren viene girato in prestito al Politehnica Iasi, nel medesimo campionato.

Ma per i sogni c’è ancora tempo. Llullaku torna al Gaz Metan, segna 16 gol in 20 partite e riceve una telefonata. E’ Paolo Tramezzani, che gli comunica la volontà di De Biasi di averlo con sé per l’impegno di Vaduz contro il Liechtenstein in programma il 6 ottobre 2016. A dire il vero, Azdren era già stato convocato per la gara del 2 giugno 2013 contro la Spagna, valevole per le qualificazioni a Brasile 2014.

L’ex commissario tecnico della nazionale delle aquile lo ha convocato per la prima volta notandolo “su un video online – ha raccontato di Azdren -. Mi ha stupito essenzialmente la sua capacità di corsa e di semplificare ogni movimento in campo. E, naturalmente, la sua fame per il gol”.

Quindi il trasferimento tra i campioni kazaki dell’Astana prima di coronare il suo sogno: giocare tra i professionisti in Italia con la maglia dell’Entella. Dal luglio scorso il giocatore è stato acquistato dall’Astra Giurgiu, società calcistica rumena che milita nella Liga I.