Fino al 27 marzo, gli studenti liguri sono impegnati in un viaggio nei territori della Venezia Giulia, Istria e Dalmazia. Queste regioni, alla fine della Seconda Guerra Mondiale e nei suoi anni immediati, furono teatro di una dura persecuzione contro la popolazione italiana da parte dei partigiani di Tito. Molti furono gettati nelle foibe, mentre migliaia di famiglie cercarono rifugio in Italia, dando vita a un drammatico esodo. (Nella foto, gli studenti tigullini)
Le tappe del viaggio
Il percorso include tappe significative come il Sacrario militare di Redipuglia e il museo all’aperto della Dolina del XV Bersaglieri, oltre al Museo del Contrabbando, il Museo del Lasciapassare e il Museo del Confine a Gorizia. Gli studenti visiteranno anche il Magazzino 18 a Trieste, la Foiba di Basovizza, il Centro di raccolta profughi di Padriciano, il Liceo italiano Dante Alighieri di Pola e la città di Fiume, dove concluderanno il viaggio incontrando la comunità italiana locale.
Gli studenti partecipanti sono i vincitori della 24esima edizione del concorso regionale indetto dall’Assemblea legislativa, intitolato “Il sacrificio degli Italiani della Venezia Giulia e Dalmazia: mantenere la memoria, rispettare la verità, impegnarsi per garantire i diritti dei popoli”, in base alla legge regionale n. 29 del 24 dicembre 2004.
La delegazione è composta da 27 studenti, accompagnati da insegnanti, rappresentanti dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia e dall’assessore regionale al bilancio Claudia Morich.
Gli studenti del Tigullio che partecipano al viaggio sono:
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Mattia Bocchino – Giannelli Campus
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Martina Bozzo – Giannelli Campus
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Ahmed El Shrobiny – Giannelli Campus
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Federico Tasso – Giannelli Campus
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Sara Viacava – Giannelli Campus
«Visitare questi luoghi – ha dichiarato l’assessore al Bilancio della Regione Liguria, Claudia Morich, che ha accompagnato la delegazione – è un’esperienza intensa, tra storia e memoria. Per me, in particolare, perché provengo da una famiglia di origine dalmata, ma anche per questi ragazzi, con i quali abbiamo reso omaggio agli oltre 100 mila caduti della Prima Guerra Mondiale a Redipuglia. Ripercorrere doline e trincee, ascoltando le storie di chi era in prima linea, consente di comprendere il sacrificio di soldati ed esuli. La visita a Magazzino 18, in particolare, è stata uno dei momenti più toccanti, con il racconto della vita degli esuli nei Centri di raccolta, dove i ragazzi hanno potuto osservare oggetti come quaderni, mobili e attrezzi da cucina portati con sé durante la fuga dalla Jugoslavia comunista di Tito».
L’esodo fu una diretta conseguenza della persecuzione orchestrata dalle truppe irregolari di Tito contro la popolazione italiana, che da secoli abitava lungo la costa nord-occidentale della penisola balcanica. Migliaia di persone furono gettate nelle foibe o uccise in esecuzioni di massa, costringendo molte famiglie ad abbandonare le proprie case e a cercare rifugio in Italia.