Con la chiusura, prevista a partire dal 1 ottobre, della biglietteria della stazione FS di Recco, tutto il territorio del Golfo Paradiso ne resterà privo: scambio di accuse fra M5S e Berrino.

Treni, il Golfo Paradiso senza più biglietterie: lo scaricabarile della politica

«Genova Pegli, Pietra Ligure, Taggia Arma, Varazze e finanche Recco! Sono le stazioni le cui biglietterie sono destinate a chiudere, per sempre, dal 1 ottobre 2019, lasciando altre cinque stazioni prive di un servizio importante. Per quanto riguarda il Golfo Paradiso stiamo assistendo a un paradosso: tra Rapallo e Nervi, vale a dire un comprensorio forte di decine di migliaia di abitanti, il servizio biglietteria sarà del tutto inesistente, essendo già chiuse da tempo quelle di Camogli, Sori, Pieve e Bogliasco». Questa la situazione, obiettivamente paradossale ed allarmante per i viaggiatori – pendolari e turisti – riepilogata dal consigliere regionale in quota M5S Fabio Tosi. Che, assieme ai suoi, deposita un odg in Regione, e chiama all’appello l’assessore ai Trasporti Giovanni Berrino: «Ma in tutto questo, l’assessore Berrino che fa? Ha intenzione di contrastare l’ennesima decisione scellerata di Trenitalia o no?»

Una domanda che, toni provocatori del confronto politico a parte e sempre dal punto di vista dei viaggiatori, l’unico che ci sentiamo in diritto di provare a riflettere, pare lecita e di sicura attualità. Tuttavia, come spesso avviene nel confronto politico, la risposta che arriva almeno nei preludi dialettici informali non affronta minimamente la questione ma critica, pur legittimamente, le responsabilità dell’interlocutore che pone la domanda: «Il Movimento 5 Stelle sa bene che Trenitalia ha deciso di ridurre le biglietterie in tutto il territorio nazionale proprio mentre era in carica il loro ministro Toninelli; e tuttora sono al governo, anche se non hanno più la titolarità di quel dicastero specifico. Invece di presentare ordini del giorno al consiglio regionale, dovrebbero protestare con il ministero da cui dipende Ferrovie dello Stato, anzi dovrebbero averlo fatto già da tempo», risponde Gianni Berrino a Tosi e ai pentastellati.

Insomma, mentre un odg sul tema è stato presentato anche proprio in quota lega dal consigliere Senarega, il tono del confronto si sposta come spesso accade completamente sullo scaricabarile e le reciproche accuse di responsabilità, dimenticandosi del tema veramente in questione, quello che riguarda la tanto decantata dalla politica ma di rado davvero considerata “Italia reale”: Tosi infatti non se lo fa dire due volte ed accetta di restare nei confini della polemica così spostata di soggetto. «Stando all’assessore competente, il Movimento 5 Stelle non dovrebbe presentare un Odg bensì “protestare con il ministero da cui dipende Ferrovie dello Stato, anzi dovrebbero averlo fatto già da tempo”; se invece lo fa la Lega, tutto ok», chiosa sardonico Tosi, che poi prosegue, arrivando allo sfottò: «Al dicastero in questione, c’era anche un certo Rixi, che fa parte della compagine politica che governa la Liguria insieme all’assessore. Morale: Berrino, nella sua maldestra fretta di attaccare il MoVimento, si è dimenticato di citarlo? Aggiungerei un terzo particolare: ma il contratto regionale con Trenitalia, che peraltro ci vincola fino al 2032 chi l’ha firmato? Assessore, è provato che i mojito sotto il solleone diano alla testa… evidentemente hanno lo stesso effetto anche ostriche e champagne in quel di Cannes».

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E in tutto ciò della biglietteria di Recco e delle prospettive per i viaggiatori e pendolari del Golfo Paradiso? Nulla è dato sapere, almeno da questo scambio da bar più che da aula. Si attende, tuttavia, la discussione degli odg, compreso quello di Senarega, che trova la decisione della chiusura «assunta con tempi e modi inaccettabili, peraltro non concordata con le amministrazioni sul territorio, un grave errore perché penalizza residenti, pendolari e turisti. Inoltre – spiega Senarega – verrebbe a mancare il personale addetto che rappresenta senz’altro un utile presidio di controllo a tutela delle strutture e degli utenti». Il capogruppo leghista ha dunque chiesto l’impegno – congiunto e collegiale di tutte le forze politiche, oltre che della Giunta Regionale stessa – volto al mantenimento in servizio delle cinque biglietterie a rischio.