Dopo 5 anni la nuova Amministrazione comunale di Sori, guidata dal Sindaco Mario Reffo ha deciso di chiudere la positiva esperienza di protezione e accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo politico.

L’accoglienza a Sori è attiva dal 2015 da allora sono diverse le persone che sono passate dall’abitazione della Parrocchia della frazione di Sussisa, fra di loro chi ne è uscito anche anticipatamente con un lavoro e una casa propria.

Un piccolo centro che ha accolto nuclei familiari con un massimo di otto posti disponibili.

Oggi accoglie 4 persone nigeriane, due mamme e due bambini.

Nel corso di questi anni i rifugiati ospitati non hanno mai creato un disagio o un problema per la comunità sorese. Intorno a loro si è creata una rete di volontari “Sussisa’s friends”, legati alla società civile sorese e alla Parrocchia di Sori che hanno sostenuto i processi di integrazione.

Grazie al sistema SPRAR hanno la possibilità di frequentare la scuola e l’asilo, imparare l’italiano, svolgere attività utili alla comunità, come la pulizia delle strade, oltre a frequentare tirocini e stage per l’inserimento lavorativo.

Storie positive che rischiano di essere spazzate via da un Decreto sicurezza e dalle decisioni dei Sindaci che, limitando di fatto l’utilizzo degli SPRAR, favoriscono l’utilizzo di quei sistemi di prima accoglienza tanto criticati per le condizioni igieniche precarie, l’ammassamento inumano, fino al business messo in atto da clan mafiosi e cooperative ambigue.

Lo SPRAR è un progetto di integrazione pensato per dare la possibilità a queste persone di rifarsi una vita e di arrivare all’autonomia, proprio per garantire la sicurezza di tutte le persone.

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Nonostante questa esperienza sia oggettivamente positiva e non rappresenti un costo per il Comune di Sori, la giunta ha scelto di chiuderla con motivazioni poco convincenti di cui la minoranza ha chiesto conto chiedendo di discuterne in un Consiglio comunale straordinario del quale si attende ancora la convocazione.

È proprio per mantenere saldi i principi di accoglienza e solidarietà umana che a Sori, comunità riconosciuta per gli eventi benefici e per la numerosa presenza di associazioni di volontariato, è stata promossa una raccolta firme contro la chiusura dello Sprar locale arrivata a oltre 350 firme in pochi giorni, quasi tutte di persone residenti a Sori.

La petizione è stata lanciata anche online raggiungendo 850 firme, questa con un valore più simbolico in quanto la sottoscrizione è arrivata da persone anche da fuori Comune.

Molte le persone che per le vie del paese si domandano il motivo per cui l’Amministrazione comunale abbia deciso di chiudere le porte di questa struttura, anziani o giovani che hanno vissuto in maniera positiva la presenza di queste poche persone sul territorio sorese.

I consiglieri comunali di opposizione hanno consegnato le firme raccolte al sindaco Reffo e al Vicesindaco Benvenuto, segretario locale della Lega, i quali non hanno mostrato nessun segnale di ripensamento alludendo a motivazioni poco plausibili. In attesa del Consiglio comunale si pensa ad altre iniziative di informazione e sensibilizzazione con l’intento di promuovere la cultura dell’accoglienza, in un territorio storicamente riconosciuto per questo tipo di sensibilità.