Preoccupazione per sanità

Riduzione della Guardia Medica nel Tigullio: il Partito Democratico lancia l’allerta

Bertani e Bacchella avvertono: "Scelta che può compromettere l'accesso alle cure per i cittadini"

Riduzione della Guardia Medica nel Tigullio: il Partito Democratico lancia l’allerta

Il Partito Democratico del Tigullio esprime profonda preoccupazione per la recente decisione di ridurre il servizio di continuità assistenziale, passando da due a una sola auto lungo l’intera fascia costiera, da Portofino a Moneglia.

Riduzione del servizio di continuità assistenziale

I riferimenti alla situazione sono il segretario del Partito Democratico del Tigullio, Antonio Bertani, e la responsabile della sanità territoriale, Laura Bacchella.

“La decisione ha già sollevato preoccupazioni diffuse anche tra le pubbliche assistenze del territorio, che sono state informate solo alla vigilia della modifica. In precedenza, erano operative due auto: una a Chiavari e una a Rapallo, mentre un terzo mezzo era attivo a Riva Trigoso. Ora, ne rimane solo una a coprire l’intera area.

Questa scelta può avere conseguenze significative sull’accessibilità alle cure per i cittadini, in particolare per le fasce più vulnerabili, come gli anziani o coloro che hanno difficoltà a spostarsi. Considerando l’età media della popolazione locale, il servizio è fondamentale per gestire casi non di emergenza e per alleggerire i pronto soccorso, già in difficoltà, che potrebbero subire un ulteriore peggioramento con questa decisione.

Concordiamo con le perplessità espresse dalle pubbliche assistenze, che riteniamo pienamente giustificate: coprire un territorio così vasto con un solo mezzo comporta inevitabilmente un allungamento dei tempi di intervento e maggiori difficoltà operative per gli autisti, costretti a muoversi in aree non sempre familiari. Il rischio concreto è una riduzione della tempestività e dell’efficacia di un servizio che consideriamo essenziale.

Sebbene l’obiettivo di potenziare la presa in carico territoriale attraverso le Case di Comunità e il numero unico 116117 possa apparire condivisibile, è altrettanto chiaro che questo modello necessita di una rete domiciliare realmente efficiente. Non tutti i pazienti hanno la possibilità di raggiungere autonomamente gli ambulatori: basti pensare agli anziani soli o a chi è temporaneamente non autosufficiente.

Le preoccupazioni aumentano anche per quanto riguarda la carenza di medici e le potenziali scoperture improvvise del servizio, come già segnalato dagli operatori, che hanno evidenziato la necessità di introdurre strumenti integrativi, come mezzi infermieristici, per rafforzare la risposta sul territorio.

Chiediamo pertanto alla ASL e alla Regione Liguria di monitorare attentamente gli effetti di questa riorganizzazione, che ad oggi appare estremamente confusa e sta smantellando, pezzo dopo pezzo, il servizio di sanità pubblica sul territorio. È fondamentale aprire un confronto con le amministrazioni locali e le realtà del volontariato per individuare eventuali correttivi. La sanità territoriale è un presidio essenziale di equità e coesione sociale e non può essere indebolita.

Il diritto alla salute dei cittadini del Tigullio deve rimanere una priorità assoluta.”