Resta aperta la petizione con cui il consigliere regionale Fabio Tosi ha chiesto alla Commissione per le Petizioni del Parlamento europeo di Bruxelles, la verifica del rispetto delle norme comunitarie su cinque habitat naturali liguri a rischio ambientale. Si tratta della discarica Lotto 6 di Sanremo (Imperia), il ripascimento della baia di San Michele, a Rapallo, il ripascimento della baia di Levanto (Spezia), il dragaggio del tratto terminale del Magra (Sp) e delle cave Monte Parodi Fornace (Sp).

Durante la discussione della Commissione per le Petizioni, la Commissione europea ha confermato che sarebbero quasi pronte le linee guida per uniformare l’applicazione delle norme relative alle Valutazioni di Incidenza e alla loro applicazione anche ai casi in cui i piani o progetti non impattino direttamente sul Sito protetto dalla Rete Natura 2000, ma che comunque possa influire sulla sua conservazione. Contestualmente, la Commissione Petizioni invierà una doppia lettera, al Governo italiano e a Regione Liguria, per avviare un dialogo sul tema e ottenere ulteriori informazioni in materia.

Per Tosi manca una normativa sugli habitat naturali

“Si tratta di un ulteriore passo avanti per arrivare finalmente a fare luce sulla possibile violazione della normativa comunitaria in materia di conservazione degli habitat naturali e semi-naturali e della flora e della fauna selvatiche in Liguria – sottolinea Fabio Tosi, presente in aula ieri al Parlamento europeo – C’è ancora tanta strada da fare per arrivare al pieno rispetto delle norme europee in materia ambientale, che per troppo tempo sono state ignorate o, peggio, calpestate. Un grazie va alla europarlamentare M5S Eleonora Evi, che ci ha dato e continua a dare sponda politica a Bruxelles in questa importante battaglia. Siamo pronti ad andare fino in fondo, auspicando la massima collaborazione da parte delle autorità locali, con l’obiettivo di salvaguardare le eccellenze liguri a livello paesaggistico e ambientale”.

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“Troppo spesso ci troviamo di fronte a casi in cui ci si fa beffe delle regole europee a tutela della biodiversità – aggiunge Evi – Gli indicatori elaborati dell’Agenzia Ambientale Europea ci dicono che il capitale naturale dell’Unione è in costante declino, una situazione che non possiamo tollerare, un trend negativo che dobbiamo assolutamente invertire.