Più spiagge libere in città! È la grande promessa che, ad oggi, accomunerebbe almeno tre dei cinque candidati Sindaco.

Il tema accomuna Bagnasco, Carannante e De Benedetti

Nulla a che vedere con le invise e irrealizzabili revoche di concessioni demaniali agli stabilimenti balneari esistenti, paventate tempo addietro. L’uovo di colombo è la realizzazione di nuovo arenile partendo dalla rivisitazione dello specchio acqueo antistante il lungomare. Primo a battersi, con una raccolta firme giunta dopo anni di impegno nel comitato spiagge libere è stato Andrea Carannante che insieme all’architetto Massimo Zero ha rispolverato un progetto di massima giacente nei cassetti comunali dal 2013 per la realizzazione di un arco sabbioso che va dai Lido al castello e l’estensione delle spiagge, con ripascimento, tra i bagni Molo e i bagni Bristol. Progetto già posto sul tavolo di confronto con il sindaco uscente Carlo Bagnasco dal quale sono giunte aperture per una possibile realizzazione. Una convergenza invisa ai Cinque Stelle che l’hanno etichettata, a più riprese, al pari di un collaborazionismo col nemico. Eppure il concetto, in una vera Politica del bene comune (e non di sole schermaglie a cui siamo purtroppo tristemente abituati su tutti i fronti – ndr), è elementare: per realizzare un progetto serve consenso e se non lo si trova alle urne, conquistando la maggioranza, lo si deve cercare con dialogo e mediazione. Dal canto suo Isabella De Benedetti va dritta per la propria strada, senza dar peso ai calcoli probabilistici di una riconferma del Sindaco uscente, e propone la “realizzazione di due nuove spiagge libere, una a levante del castello, accessibile ai disabili, e una antistante il lungomare con la ricostruzione del pennello di attracco dei battelli come elemento innovativo e polifunzionale”. Idee, tutte quante, che piacciono e fanno sognare i cittadini, ma che si scontrano coi pareri di geologi e docenti universitari emersi nel recente convegno promosso all’Excelior Palace Hotel da Assobalneari, secondo cui la realizzazione di nuove spiagge in prossimità della scogliera risulterebbe irrealizzabile a meno di non ricorrere a continui ripascimenti dell’arenile. Tutto è possibile, insomma, purché si tengano ben a mente anche i costi di manutenzione.

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