Il consigliere regionale di Forza Italia replica al coordinatore del Pd di Sestri Levante che aveva criticato l’ex sindaco di Casarza Ligure per l’assenza dell’altra sera all’assemblea pubblica nella quale si era discusso dell’ospedale della città dei due mari”.

“Quello che di certo non farò sarà sostenere battaglie di retroguardia improntate sul campanilismo”

“Trovo davvero sorprendente che sia proprio Dantino Stagnaro, esponente di lungo corso del Pd di Sestri Levante, ossia del partito che nei suoi anni di governo regionale ha condotto la sanità ligure in condizioni a dir poco preoccupanti e che, per quanto riguarda Sestri, ha fortemente depauperato l’ospedale, a voler dare lezioni sul tema. La situazione che la giunta Toti si è trovata di fronte dopo la vittoria elettorale del 2015 era tale che gli stessi direttori delle Asl liguri hanno invocato a gran voce una riforma in grado di dare una prospettiva di futuro alla nostra Sanità. A ciò si aggiunga il buco di 98 milioni di euro lasciato in eredità dalla precedente giunta regionale, autentica spada di Damocle che aleggia su tutti i cittadini liguri e che ha imposto all’attuale amministrazione un piano di rientro entro il 2020, pena il commissariamento da parte di Roma, con tutto ciò che ne conseguirebbe. E’ in ragione di tutto ciò e a fronte di tale situazione che l’attuale giunta regionale, con l’assessore Sonia Viale, si è impegnata sin da subito e con decisione per una riforma della Sanità che ha avuto ed ha come obiettivi quello di razionalizzare, di tagliare gli sprechi, di semplificare la macchina burocratica a vantaggio degli aspetti socio-sanitari, in una prospettiva di sempre maggiore integrazione tra ospedale e territorio. Molto è stato fatto e molto rimane da fare, ma le basi sono gettate. Tutto questo senza chiudere le Asl ed unificarle in una unica come chiesto dal Pd in consiglio regionale. Tutto questo senza chiudere ospedali come sarebbe stato invece inevitabile se altro fosse stato il risultato elettorale del 2015. Tutto questo scegliendo la strada della specializzazione delle strutture ospedaliere per farle sopravvivere e vivere con una missione specifica. Tutto questo, ripeto, in un quadro reso a dir poco complicato dal deficit lasciato in eredità dall’amministrazione targata Pd e dai tagli operati dai governi centrali. Questo percorso di riforma lo rivendico con orgoglio, senza se e senza ma, perché credo che in questo modo possano essere date risposte ai cittadini in difficoltà, alle tante persone in situazioni drammatiche a cui la Sanità, in condizioni oggi profondamente mutate rispetto agli ultimi decenni, deve venire incontro e dare riscontri concreti, in particolare agli anziani, per cui occorre un forte sistema di riabilitazione di cui l’ospedale di Sestri potrà diventare un punto di riferimento per tutto il territorio. Per me questa non è né una questione di partito né di schieramento, ma di coscienza. Dalle stesse convinzioni era nata la lettera che nel 2013 io e gli altri sindaci della Val Petronio inviammo all’allora assessore Montaldo per chiedere garanzie in merito al futuro dell’ospedale di Sestri, di cui era iniziato il preoccupante percorso di svuotamento e di ineludibile chiusura. Una lettera di cui ancora oggi vado fiero, perché oggi come allora il mio impegno è in difesa del nostro presidio ospedaliero. Quello che di certo non farò sarà sostenere battaglie di retroguardia improntate sul campanilismo, tanto più quando nascondono il tentativo di mantenere uno status quo che, se può tornare utile a questo o quel partito o esponente di partito, non giova però al miglioramento della qualità complessiva del servizio sanitario per i cittadini, che deve invece essere la stella polare che orienta le scelte politiche. Voglio inoltre dire a Stagnaro, che mi rimprovera l’assenza all’assemblea di Riva Trigoso, che pur essendo io orgogliosamente figlio di una tabacchina non credo di aver scritto sulla fronte “Sali & Tabacchi” e di dover quindi partecipare ad eventi organizzati dal Pd al solo scopo di fare propaganda disinformatrice e mistificatrice, eventi che io giudico assolutamente strumentali. A questi giochi di piccolo cabotaggio non mi presto. Preferisco occuparmi per quanto posso, nel mio ruolo di consigliere regionale, dei problemi che le persone mi sottopongono. Alla politica delle chiacchiere antepongo quella della concretezza e in questa direzione va e andrà il mio impegno. Ricordo infine a Dantino Stagnaro che come consigliere comunale di Casarza Ligure ho dato la mia piena disponibilità ad un incontro dei quattro consigli comunali della Val Petronio sul tema del futuro dell’ospedale, votando mesi fa a favore di una mozione a cui, peraltro, il Comune capofila, Sestri Levante, non ha ancora dato séguito”.