Immigrazione, tema caldo non solo a livello nazionale ma anche comunale a Recco: venerdi 25 gennaio il sindaco Dario Capurro è intervenuto sull’argomento.

Le parole del sindaco:

“Sono convinto che la presenza massiva e incontrollata di migranti sia foriera di degrado, conflittualità sociale, emarginazione e sfruttamento – afferma Capurro -; parimenti, seppur con riserve, resto favorevole ad una accoglienza limitata nei numeri, diffusa, gestita e controllata. Ragion per cui, quando la Prefettura attribuì a Recco una quota di 47 migranti, ritenendo tale numero sproporzionato per la nostra comunità, fui contrario non solo alla costituzione di un Centro di Accoglienza Straordinaria ma anche all’attivazione del Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati. Conseguentemente al diniego, la Prefettura attivò di imperio nel nostro comune gli attuali Cas. A distanza di un anno e mezzo dall’apertura a Recco del primo Cas ho potuto rilevare il buon lavoro svolto dalla cooperativa Il Ce.Sto che ha consentito una presenza di ospiti discreta, ordinata e laboriosa, priva di occasioni di conflittualità”.

A partire da giugno 2018, per alcuni mesi tre ospiti del Cas di Recco sono stati avviati dal Comune a svolgere lavori di pubblica utilità. La Prefettura di Genova, il Comune di Recco e Il Ce.Sto al riguardo hanno sottoscritto un protocollo di intesa che prevede l’impiego degli ospiti del Cas per lavori socialmente utili, per 15 ore settimanali, non retribuite e senza oneri economici per l’ente locale.

“La buona gestione de Il Ce.Sto – continua Capurro -, accompagnata da un numero di migranti ben inferiore alle 47 unità previste inizialmente, ha consentito di rivedere in positivo la trasformazione degli attuali Cas di Recco in Sprar. Con i Cas, peraltro, il comune ospitante non ha ruoli nella gestione e nel controllo e può solo sperare nella bontà del gestore; negli Sprar, invece, è parte attiva nell’individuazione degli ospiti e degli appartamenti oltre che nel controllo della gestione”.

Recco, per scelta autonoma del sindaco, ha dunque aderito al nuovo bando Sprar nel quale sono già presenti Bogliasco, Pieve Ligure, Sori, Uscio e Camogli.

“L’esperienza maturata a Recco – conclude Capurro – è un esempio positivo di accoglienza e conferma che numeri piccoli, accoglienza diffusa e buona gestione costituiscono il giusto compromesso per governare bene un fenomeno che affrontato invece con posizioni estreme (sì a tutti, via tutti) conduce a livelli di disumanità intollerabili”.