“Date le inesattezze contenute nelle dichiarazioni di Gabriella Mondello di avere avuto l’onore ed onere di rappresentare i cittadini in consiglio comunale soltanto nella consiliatura 2009/20014 nel gruppo Uniti per Lavagna e di non essere iscritto o facente parte dei gruppi politici “Possibile” o “Sinistra per Lavagna” ma di concorrere come altri concittadini al progetto politico civico “Officina lavagnese”.

Smentisce di far parte di Tigullio Possibile o Sinistra per Lavagna e attacca l’ex sindaco della città dal 1980 al 2004

Mi rallegro ovviamente della ripresa del processo scaturito dall’inchiesta “I Conti di Lavagna”, non potrebbe essere altrimenti, lottando da anni per una società libera dalle mafie e dagli amministratori collusi. Siamo spesso sopraffatti dalle dimensioni dell’esposizione finanziaria del nostro comune quasi da arrendersi all’idea che tutto sia stato inutile, tutti siano stati eguali, nulla si possa salvare del recente o meno recente passato, tutti colpevoli nessun colpevole. La città deve chiedere di conto sopratutto a coloro che l’hanno governata per 26 degli ultimi quasi 40 anni. Il 16 gennaio 2019 presso il Tribunale di Genova riprende il processo. L’inchiesta “I Conti di Lavagna” condotta dal PM Alberto Lari della Direzione Distrettuale Antimafia riprenderà il dibattimento in aula, questa circostanza chiamerà i cittadini, le forze politiche, le organizzazioni di categoria, quelle sindacali ad una scelta di campo. O dalla parte della legalità e del diritto o dalla parte della violenza e dell’arbitrio. Il silenzio o la latitanza varrà evidentemente per la seconda, quel giorno saremo lì con altri cittadini ed associazioni per esprimere solidarietà ai magistrati e chiedere che gli imputati rispondano allo Stato”.