Sulla vicenda del Linguistico a Chiavari, Regione e Città Metropolitana hanno combinato un pasticcio secondo il consigliere regionale Luca Garibaldi (Partito Democratico).

Le parole di Garibaldi:

“Ora, ci sembra surreale che chi ha individuato una scuola senza una sede, con un comunicato, sembri chiedere oggi pure il plauso perché, dopo un mese e mezzo di denunce e imbarazzi, forse si rimedierà all’errore.
È una vicenda che sarebbe stata più semplice sbrogliare se avessero ascoltato chi, come noi, sin dall’inizio, aveva avvisato, con spirito costruttivo, delle difficoltà e degli errori che si rischiava di commettere.
È stato un errore quello di bocciare una previsione di un nuovo indirizzo linguistico a Chiavari, all’interno dei Morti per la Patria, che avevano sede e personale, senza informare il territorio.
È stato un errore costruire una proposta correttiva senza verificare se esistevano gli spazi fisici per farlo.
È stato un errore aver proposto come spazio per il nuovo linguistico una sede dove esisteva già un istituto, il Caboto.
È stato un errore attendere un mese e mezzo prima di capire che non si poteva individuare la soluzione di una scuola all’interno degli istituti esistenti, mettendoli tutti in forte fibrillazione.
È stato un errore non aver promosso sin da subito una riflessione aperta su come gestire la vicenda, giocando allo scarica barile sulle responsabilità e le competenze.

Stupisce che Muzio polemizzi con noi rivendicando la necessità di buon senso. Vero, il buon senso è mancato: sin dall’inizio. I primi a doverlo mettere erano Regione, Città Metropolitana per evitare il pasticcio. Invece – nonostante le nostre richieste, quelle sì, di buon senso – si è insistito per andare in un vicolo cieco, senza alcuna attenzione e riflessione.

Più che comunicati per rivendicare soluzioni non ancora definite, sarebbe più opportuno evitare proclami, che nelle condizioni date suonano come una presa in giro, perché il disagio combinato si poteva evitare, per tempo.

Speriamo che la vicenda si risolva, ma resta evidente un dato, anche per il futuro: la mancanza di programmazione, di prospettiva e anche di dialogo istituzionale sul tema tra Comune di Chiavari, Città Metropolitana e Regione”.