Il matrimonio Lega-Bagnasco – con il ritorno ai simboli di partito nella coalizione del sindaco uscente – è sancito: «Abbiamo fatto un atto di responsabilità – afferma Carlo Bagnasco stringendo la mano di Alessandro Puggioni e richiamando alla mente il loro percorso comune sotto l’amministrazione Campodonico – Un passo indietro da parte di entrambi, una buona mediazione, come del resto è l’arte della politica. Obiettivo? Vinciamo, stravinciamo per continuare a rilanciare la città e garantirle stabilità. Il resto è solo gossip». «L’unica volta, anzi due, che non eravamo noi alla guida della città ci siamo trovati alle prese con cadute anticipate, commissariamenti e problemi di bilancio».

Ma i passi indietro di Puggioni e Bagnasco non implicheranno alcuna sottomissione da parte del carroccio: «Sia chiaro, abbiamo le nostre idee e le portiamo nel programma» assicura Puggioni, a partire dal motto salviniano “Prima gli italiani” declinato in chiave cittadina con “Prima i rapallesi”. «Crediamo che si debbano dare risposte innanzitutto a chi è nato e vive nella nostra città, poi ben volentieri agli altri». Tra gli obiettivi del carroccio, rendere il nome di Rapallo un marchio celebre, al pari di Portofino, puntando sulla promozione della città a livello internazionale: «Siamo la perla del Tigullio e non ci dobbiamo vergognare di nulla». Non può mancare il potenziamento della rete di videosorveglianza, introdotta dallo stesso Puggioni, allora assessore della giunta Campodonico: «Le telecamere sono fondamentali – afferma – Rapallo è una città sicura, anche se pare sia calata la percezione di sicurezza da parte dei cittadini». Percezione che la Lega vorrebbe risollevare anche attraverso un potenziamento di organico della Polizia Municipale. «Facciamo funzionare il WiFi pubblico, un servizio essenziale che un turista di oggi da per scontato» e poi, più decoro e pulizia, usando il pugno di ferro – attraverso la comminazione di verbali – contro chi conferisce erroneamente i rifiuti o ancor peggio li abbandona per strada.