L’appuntamento a Lavagna con le amministrative è per il 2019 ma l’esito delle politiche dello scorso 4 marzo potrebbe dare delle indicazioni interessanti sul futuro della città.

Lavagna commissariata, al voto nel 2019

Dopo la fine anticipata della giunta del sindaco Pino Sanguineti, travolta dall’inchiesta “I Conti di Lavagna” sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta a Palazzo Franzoni e il conseguente scioglimento del Comune per mafia, l’analisi post voto del 4 marzo evidenzia dati importanti.

Sia per la Camera dei deputati, sia per il Senato, il partito che ha raccolto più voti sulla sponda sinistra del fiume Entella è il MoVimento 5 Stelle che ha ottenuto rispettivamente il 28,44% e il 27,58%. I pentastellati per le amministrative, dopo la positiva esperienza del consigliere uscente Alessandro Lavarello, probabilmente punteranno su Luca Ricci.

Il secondo partito con più preferenze è risultata la Lega con il 19,81% per la Camera dei deputati e il 20,78% al Senato. Potrebbero essere maturi, dunque, i tempi per una candidatura di Giovanni De Paoli, originario di Valletti, frazione di Varese Ligure, ma residente a Lavagna, attualmente consigliere regionale proprio del Carroccio.

Sul terzo gradino del podio il Partito democratico con il 19,11% conseguito per la Camera dei deputati e il 18,24% per il Senato. Chi è desideroso di riconquistare Palazzo Franzoni è sicuramente il centrosinistra, in particolar modo la lista civica Uniti per Lavagna: tramontata, forse, l’ipotesi di Alessio Chiappe, eletto recentemente segretario del Pd Tigullio, torna di moda il nome di Mauro Caveri.

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Al quarto posto Forza Italia con il 16,83% per la Camera dei deputati e il 14,19% per il Senato. Ma nel centrodestra lavagnese il nome di un candidato sindaco, è al momento introvabile: a questo elettorato guardano Andrea Giorgi, presidente di angavaL ed ex consigliere comunale di minoranza e Mario Maggi di 100% Lavagna

Il quinto posto se lo dividono due partiti. Liberi e Uguali ha ottenuto alla Camera dei deputati il 4,16% mentre al Senato è preceduto da Fratelli d’Italia con il 4,82%. LeU al Senato ha conquistato solo il 3,77% mentre FdI il 3,65% alla Camera dei deputati. All’orizzonte nomi spendibili per la sinistra non se ne vedono: al di là delle percentuali basse delle altre liste (Potere al Popolo, Partito comunista e Per una sinistra rivoluzionaria), Matteo Brugnoli, originario di Rapallo ma residente ormai da anni a Lavagna, è legato a Possibile e non all’esperimento di LeU mentre l’ex consigliere comunale di Uniti per Lavagna Marco Daneri, probabilmente non correrà da solo ma appoggerà un candidato unitario del centrosinistra.

Infine non può mancare ai nastri di partenza il solito Francesco Traldi, l’ingegnere che “predisse” il crollo del ponte di Carasco, avvenuto la notte tra il 21 e 22 ottobre 2013.