Critiche sulla diga

Diga Perfigli: il Movimento 5 Stelle critica il Comune per la gestione dei lavori

Il Gruppo Territoriale Tigullio e Valli del Movimento 5 Stelle denuncia ritardi e mancanze nei controlli sui lavori alla foce dell’Entella.

Diga Perfigli: il Movimento 5 Stelle critica il Comune per la gestione dei lavori

Il Gruppo Territoriale Tigullio e Valli del Movimento 5 Stelle torna a puntare il dito sulla gestione dei lavori lungo l’Entella. A quasi sette anni dall’inizio degli interventi, il caso della foce riaccende interrogativi su controlli, ritardi e qualità progettuale, mentre il Comune di Lavagna solleva oggi dubbi su elaborati considerati incompleti e inadeguati, dopo anni di polemiche e promesse non mantenute.

“Anno 2026 inoltrato. Il Comune di Lavagna scopre che gli elaborati progettuali con cui l’impresa esecutrice richiede l’occupazione di suolo pubblico alla foce dell’Entella sono “incompleti, sbagliati e non esaustivi”. Il livello di progettazione presentato è assimilabile a un preliminare del vecchio Codice: dell’esecutivo nessuna traccia.
Risultato: richiesta bloccata, necessità di adeguamento progettuale.

La posizione del Comune è da accogliere con favore: per la prima volta, dopo anni di bocconi amari, appare concreta. Ma le obiezioni e i dubbi sono scontati: perché il Comune ha aspettato maggio 2026 per analizzare il progetto? Per accorgersi del SIC? Per ricordarsi che Città Metropolitana e impresa esecutrice operano “in casa d’altri”?

A luglio 2021, il sindaco Mangiante si dilettava con modellini della diga Perfigli e dichiarava la sua ferma contrarietà all’opera. Ad agosto 2021, puntava sulla Soprintendenza per vincolare paesaggisticamente il Segiun. A dicembre 2021, con le ruspe già in azione, annunciava un consiglio comunale monotematico per approvare una variante che introducesse il vincolo agricolo per i terreni vicini all’Entella, “nel malaugurato caso in cui l’opera venisse realizzata”.
Ora siamo a maggio 2026: il Segiun, tanto vincolato e intoccabile, è scomparso dai radar; la piana lavagnese dell’Entella è sfigurata da un cantiere eterno e lentissimo; e il Comune si accorge solo oggi della scadente qualità progettuale – almeno per i lavori alla foce.
Ma cosa sappiamo del progetto che riguarda il tratto tra la foce e il ponte della Maddalena? Quali lavori sono previsti nel dettaglio? Quale impatto sul territorio? Quali benefici in termini di mitigazione del rischio idraulico? E qual è il “rischio residuo” stimato?

Sono passati sette anni – per lavori originariamente previsti in due – e la fine è ancora lontana. Nessuno sa come lasceranno la piana, quale aspetto e funzionalità le daranno, che sicurezza le forniranno, e cosa le toglieranno. E tutto si basa su un livello progettuale della cui bontà e affidabilità, alla luce dei fatti, è sacrosanto dubitare.

Oggi l’assessore De Ferrari Rolleri fa ciò che ci si aspetta da un’importante rappresentante delle istituzioni. Ma prima di oggi? Ricordiamo solo un’incessante e svilente sequela di parole, rivelatesi col tempo inutili e improduttive, e una colpevole distanza dalle numerose, continue e lungimiranti richieste di attenzione e aiuto avanzate dai proprietari dei terreni e dai cittadini – non solo di Lavagna.

I cittadini non esistono solo in campagna elettorale, né sono la coperta sotto cui ripararsi per dare peso agli atti del Comune: è il Comune che deve essere promotore, scudo e rappresentante. Sentire oggi l’assessore De Ferrari Rolleri fare richieste che i cittadini hanno invano ripetuto per anni dimostra soltanto l’enorme tempo perso e le occasioni sprecate per mostrare un briciolo di serietà”.