Il cantiere

Critiche al PGRA e al depuratore Ramaia: il M5S denuncia disparità nei tempi burocratici

Tronchi, Cecconi e Giordano sollevano interrogativi sull'iter della variante: “Per il depuratore si è proceduto senza attendere la definizione del rischio idraulico. Necessaria chiarezza anche sulla bonifica del sito”

Critiche al PGRA e al depuratore Ramaia: il M5S denuncia disparità nei tempi burocratici

Un’accelerazione nell’iter amministrativo relativo alla Variante al PGRA ha suscitato interrogativi politici e istituzionali. Perché, infatti, per il depuratore di Ramaia a Sestri Levante si è proceduto senza attendere la definizione definitiva del rischio idraulico, mentre per altre opere pubbliche si è adottata maggiore cautela? Il MoVimento 5 Stelle Liguria e il Gruppo territoriale Tigullio e Valli criticano i tempi e le scelte dell’amministrazione, chiedendo maggiore chiarezza riguardo a bonifiche, sicurezza e trasparenza:

“Sulla Variante al PGRA emerge una contraddizione difficile da ignorare: nella prima procedura l’esame delle osservazioni si è prolungato per oltre due anni e mezzo; nella seconda, invece, si è concluso in pochi mesi, tra ottobre 2025 e gennaio 2026. La burocrazia sembra sapersi muovere lentamente quando è necessario prendere tempo e velocemente quando si tratta di raggiungere un risultato, soprattutto quando c’è in gioco la possibilità di evitare vincoli urbanistici su un’area destinata a un impianto che, in caso di piena cinquantennale, rischia di trovarsi sott’acqua”.

Così, la coordinatrice del gruppo territoriale Tigullio e Valli del M5S Barbara Tronchi, insieme al referente dei giovani Andrea Cecconi e al capogruppo regionale Stefano Giordano, esprimono le loro preoccupazioni.

“Il cronoprogramma originario della Variante al Piano di Bacino prevedeva tempistiche molto diverse – continuano -. La prima variante era stata proposta nel febbraio 2023, con termine per la presentazione delle osservazioni fissato ad aprile dello stesso anno, cioè entro i 60 giorni previsti dalla normativa. Se l’osservazione presentata dal Comitato Ramaia fosse stata accolta, l’area del depuratore sarebbe stata classificata in fascia di rischio 50-ennale, rendendola non edificabile. Se le tempistiche fossero state rispettate, la variante avrebbe dovuto essere approvata entro l’estate 2023 e i lavori del depuratore non sarebbero nemmeno iniziati. Invece, il 15 gennaio 2024 è partita la bonifica del sito, mentre il procedimento amministrativo era ancora aperto. L’iter si è concluso solo a settembre 2025, con l’adozione ufficiale della nuova mappa PGRA il 1° ottobre 2025. Nel frattempo, sono iniziati i lavori di realizzazione del depuratore, senza una variante progettuale che adeguasse l’opera al reale livello di rischio idraulico dell’area”.

“Un approccio decisamente diverso è stato adottato per la nuova Caserma dei Carabinieri. In quel caso, l’amministrazione comunale ha scelto di attendere la riclassificazione ufficiale dell’area da P2 a P2_0 prima di procedere, nonostante a marzo fosse già stato annunciato un finanziamento di 9 milioni di euro. Questo criterio di prudenza non è stato applicato per il depuratore di Ramaia, nonostante fosse possibile confrontarsi preventivamente con Regione Liguria per chiarire la classificazione definitiva dell’area dopo le osservazioni del 2023. Perché non si è agito con la stessa attenzione in questo caso?”

I pentastellati concludono richiamando l’importanza della trasparenza: la determina di Giunta Comunale n.123 del 22 luglio 2020 prevedeva che, al termine di ogni fase di bonifica e riqualificazione del sito, venisse trasmessa agli enti interessati una relazione finale dettagliata, comprensiva di certificazioni, analisi e documentazione tecnica degli interventi eseguiti.

“Chiediamo all’Amministrazione di Sestri Levante se tale certificazione finale sia mai stata prodotta, trasmessa e resa disponibile. Quando si parla di bonifiche, sicurezza e opere pubbliche, la trasparenza non può essere facoltativa”.