A Chiavari è in corso una polemica riguardante il banchetto di raccolta firme organizzato dal Comitato Remigrazione e Riconquista, fissato per il 18 maggio in piazza Mazzini. Gli organizzatori affermano che il Comune avrebbe inizialmente concesso l’autorizzazione per occupare il suolo pubblico, per poi richiedere, in un secondo momento, la sottoscrizione di una dichiarazione di antifascismo.
“Non ci sorprende la consueta opposizione di CGIL e ANPI, che tentano di ostacolare chi ha idee diverse; ma ci lascia perplessi la posizione del Comune di Chiavari, che ha rilasciato l’autorizzazione al banchetto e ora sostiene il contrario”.
Queste sono le parole del Comitato Remigrazione e Riconquista, in riferimento alla raccolta firme prevista per sabato 18 maggio, dalle 15:30 alle 19:30.
“Il 7 aprile abbiamo richiesto l’autorizzazione per occupare suolo pubblico e il 9 aprile il Comune ha concesso il permesso, senza ulteriori richieste” affermano gli organizzatori. “Solo il 15 aprile, a seguito di polemiche, è stata richiesta la firma di una dichiarazione di antifascismo, riguardante un’autorizzazione già concessa”.
“È una tempistica singolare, così come la difficoltà del Comune nel fornire il regolamento richiesto, ancora non ricevuto”, proseguono.
“È fondamentale: come si può limitare una raccolta firme già autorizzata e riconosciuta? I cittadini devono avere la libertà di sottoscrivere una proposta di legge di iniziativa popolare”.
“Invitiamo tutti a partecipare sabato in piazza Mazzini per la raccolta firme. Chi non potrà essere presente può firmare anche presso gli uffici del Comune di Chiavari durante gli orari di apertura, come previsto dalla legge”.