Il consigliere regionale della Lega Vittorio Mazza, chiede al Governatore ligure Giovanni Toti di intervenire sulle bollette dell’acqua. Mazza intende verificare con Iren la possibilità di predisporre un nuovo modello di bolletta, più facile da consultare.

Caso “bollette salate” dell’acqua, Mazza presenta interrogazione in Regione

Il consigliere leghista Vittorio Mazza ha presentato quest’oggi in Regione un interrogazione sui costi eccessivi delle bollette dell’acqua.  “L’acqua è un bene comune per tutti e non può avere un costo eccessivo. Tuttavia, sono sempre più numerose le famiglie che non riescono a pagare le bollette. Sono in netto aumento i residenti del Levante ligure e del suo entroterra, che si lamentano per il costo dell’acqua e per il servizio erogato dalla società Iren Acqua Tigullio. Il costo sul nostro territorio, nonostante sia ricco di acqua, è eccessivo; Iren non sempre risolve i problemi degli utenti”.

Mazza a chiesto a Toti di intervenire

Da diverso tempo, il consigliere regionale porta avanti la battaglia sull’acqua, tramite il Comitato dei cittadini “Acqua Trasparente”.  “Ho chiesto al Presidente Giovanni Toti e all’assessore competente di intervenire presso l’Ente gestore del servizio idrico. I diritti degli utenti siano maggiormente tutelati, eventualmente anche attraverso una specifica richiesta di intervento al Difensore Civico regionale. Ho chiesto se sia possibile richiedere a Iren Acqua Tigullio di adoperarsi alla redazione di un nuovo modello di bolletta. Una bolletta dell’acqua più semplice da consultare, più trasparente e più precisa nel riportare i costi del consumo effettivo”.

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La bolletta dell’acqua e i costi di depurazione…

Per gli utenti di alcune zone della Regione, inoltre, non dovrebbe esistere la quota per la ‘depurazione’. “L’utente trova comunque tale ‘voce’ in bolletta lo stesso e, a volte, succede che vengano attribuiti dei ‘consumi preventivi’ particolarmente elevati, nonostante la delibera dell’Autorità per l’energia elettrica, l’acqua e il gas, preveda espressamente che gli addebiti debbano essere fatti esclusivamente sui ‘consumi effettivi’. Nonostante esista la possibilità che l’utente possa tutelarsi richiedendo il rimborso, tutto ciò non è sufficiente a garantirne i suoi riconosciuti diritti poiché oltre a subìre un danno economico, peraltro finanziando a tasso zero il gestore (senza avere alcuna intenzione di farlo), è praticamente quasi sempre costretto a sobbarcarsi l’onere di recarsi negli uffici per l’affermazione di quanto gli spetta.

L’auspicio è che gli acquedotti tornino di proprietà comunale

“Sarebbe auspicabile che, almeno sul nostro territorio, gli acquedotti tornassero di proprietà dei Comuni, anche per evitare costi elevati delle bollette e disservizi segnalati dagli utenti – ha concluso Mazza -. Siamo arrivati al punto che negli ultimi anni sono stati installati i contatori dell’acqua nei ‘trogoli’ e che i Comuni del Tigullio ora devono pagare una bolletta specifica per il consumo dell’acqua che esce dai ‘trogoli’. Con il rischio, ovviamente, che le antiche vasche pubbliche costruite dai nostri antenati (come l’acquedotto) vengano chiuse e si perda un’importante tradizione rurale del territorio”.