Andrea Carannante, consigliere comunale di opposizione a Rapallo e capogruppo di Libera Rapallo – Unione Popolare, illustra le motivazioni della sua astensione riguardo all’ordine del giorno sul futuro dell’ospedale di Rapallo, discusso durante l’ultimo consiglio comunale del 11 maggio.
Motivazioni dell’astensione
“Mi sono astenuto sugli ordini del giorno relativi all’ospedale di Rapallo.
Una scelta che potrebbe essere strumentalizzata, ma che rivendico con assoluta chiarezza davanti ai cittadini.Non mi sono astenuto perché non condivida i contenuti dei documenti. Le richieste scritte sono corrette e le sostengo da anni: più servizi, più personale, un vero presidio di emergenza, una sanità pubblica all’altezza delle aspettative.
Mi sono astenuto perché ho perso fiducia nella politica degli ordini del giorno votati all’unanimità e poi dimenticati il giorno successivo.
Dal 2015 a oggi, il Consiglio Comunale di Rapallo ha approvato praticamente ogni anno documenti, mozioni e appelli riguardanti l’ospedale. Tutti ricchi di promesse, richieste e dichiarazioni solenni. Intanto, abbiamo continuato a perdere servizi, reparti e personale.
Abbiamo detto addio al pronto soccorso, al primo intervento h24 e a reparti fondamentali per una città con una popolazione anziana e fragile come la nostra. In cambio, ci vengono proposte soluzioni temporanee e propaganda.
I cittadini ne pagano le conseguenze: liste d’attesa interminabili, trasferimenti verso altri ospedali, difficoltà negli spostamenti e una crescente paura di non ricevere le cure necessarie quando serve.
Per questo motivo non ho voluto partecipare a quello che rischia di diventare un rituale politico utile solo a placare le coscienze.
Coloro che governano Comune, Regione e Governo appartengono alla stessa filiera politica. Non servono più documenti pieni di impegni generici: occorrono fatti concreti, assunzioni, servizi e investimenti reali.
Perché un ordine del giorno non salva una vita.
Un consiglio comunale straordinario non può sostituire un pronto soccorso.”