È decisamente una grande questione strategica, di immensa criticità pedagogica, tanto che – riferisce il Secolo XIX – persino Matteo Salvini in persona si sarebbe adirato per la proposta della commissione mensa a Rapallo, presieduta proprio da una leghista, la consigliera all’istruzione Mastrangelo. Un’idea evidentemente azzardata: ben una volta al mese, un intero giorno su trenta, in cui servire nelle mense scolastiche della città un menu di ispirazione internazionale (prontamente, nelle polemiche, ribattezzato come “etnico”). Il via avrebbe dovuto essere il prossimo 27 febbraio, con una proposta culinaria coraggiosamente esotica: addirittura hamburger e patatine. Ma, per l’appunto, la Lega non ci sta e disconosce l’iniziativa targata Mastrangelo, presumibilmente bloccando tutto prima ancora dell’avvio: per il consigliere regionale Puggioni si tratta di «difendere il made in Italy» in senso lato, ed ancor più i piatti tipici liguri: «pasta al pesto, pescato del nostro mare, torta pasqualina, pansoti», chiede Puggioni, che sulle pagine del quotidiano genovese paventa persino l’eventualità di espulsione per la consigliera leghista a Rapallo.

Leggi anche:  Il metodo analogico alla primaria

Da canto suo il Sindaco Carlo Bagnasco conferma la propria fiducia nei confronti della Mastrangelo e, non senza un’evidente sorpresa, si limita ad auspicare che «i leghisti si mettano d’accordo». Ma, riferisce sempre il Secolo XIX, lo scontento per la temeraria iniziativa culinaria si avverte anche fra gli azzurri di Forza Italia, nella persona del capogruppo forzista in consiglio a Rapallo Giorgio Tasso. Un polverone, insomma, per aver voluto fare ogni tanto assaggiare qualcosa di diverso agli studenti: benvenuti nell’Italia del 2020.