Il Caboto mantiene sempre le sue promesse: nei primi giorni dell’anno scolastico, la presentazione dell’ autodifesa avevano riscosso un così grande successo da far richiede, agli studenti, la realizzane di un vero e proprio corso durante l’anno scolastico, ricevendo da Preside, Glauco Berrettoni, la promessa di impegnarsi in tal senso.

Oggi il corso, realizzato grazie all’impegno della professoressa Annalisa Fornasari ed interamente gratuito per gli studenti, è diventato realtà, grazie alla collaborazione con l’IKMO, International Krav Maga Organizzation, un’Associazione sportiva dilettantistica, con sede a Genova, creata da un team di professionisti e maestri ai Arti Marziali, la cui direzione tecnica organizzativa è stata affidata a Marco Morabito.

l Krav Maga, che in ebraico moderno significa “combattimento con contatto o combattimento a corta distanza”, è un sistema di autodifesa studiato per essere appreso in tempi rapidi, estrapolato dalle arti marziali e dagli sport da combattimento per renderlo il più semplice ed efficace possibile, puntando alla neutralizzazione dell’avversario.

Gli istruttori Edel De Gennaro, Maurizio Medici e Simone Scalisi, hanno offerto agli studenti interessanti riflessioni sul bullismo, partendo dalla necessità di accettare la paura in una situazione di pericolo ma, soprattutto, di trasformarla in un sentimento positivo, producendo l’effetto opposto a quello della perdita della mobilità fisica e mentale ed incrementando la volontà di reagire e di sopravvivere.

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Successivamente, in diverse lezioni, gli istruttori hanno illustrato semplici tecniche di difesa in grado di permettere alla potenziale vittima di sfuggire ad un aggressione che, generalmente, non è mortale, ma che sarebbe in grado, comunque, di causare lesioni fisiche e psichiche: pur essendo il corso destinato anche a studenti maschi, si rende quanto fondamentale, in un momento in cui abbiamo imparato riflettere sul problema della violenza alle donne,
che le ragazze imparino a sfuggire alle aggressioni.

“Il fatto che sia Edel De Gennaro che Simone Scalisi siano ex studenti del Caboto che hanno accolto la richiesta della della scuola, testimonia, ancora una volta, come il legame fra gli Ex e l’Istituto sia un fatto vivo e concreto. La presenza “al femminile” di una Edel De Gennaro, già collaboratrice con la GR.AM Investigation Academy, addetta ai servizi di controllo ed istruttrice sportiva, ha permesso a molte ragazze di essere più a loro agio rispetto ad avere soltanto istruttori uomini”