“Una vita per l’arte – Paesaggi”: dal 7 ottobre l’esposizione dedicata all’artista chiavarese Giovanni Job.

Dal 7 Ottobre al 19 Novembre 2017 l’esposizione dedicata a Giovanni Job

L’esposizione “Una vita per l’arte – Paesaggi” di Giovanni Job, che si inaugurerà sabato 7 ottobre e permarrà sino al 19 novembre alla Galleria Cristina Busi, in via Martiri della Liberazione a Chiavari,  integra la mostra dello scorso anno presentando un unico aspetto delle varie sfaccettature di un artista versatile che ha dedicato la sua vita all’Arte, con l’intento di contribuire ad una visione più completa del suo percorso e delle tematiche affrontate. Il genere del paesaggio non viene circoscritto ad un solo periodo cronologico ma si snoda lungo tutto il percorso artistico di Job sia trattato in maniera autonoma sia inserito nei vasti cicli che lo hanno visto impegnato nella rappresentazione della “Via Crucis”, delle vetrate della Chiesa di S. Pier di Canne e delle leggende locali raccolte in “Se ghe vedde se ghe sente”.

Verranno esposte opere realizzate con diverse tecniche e su differenti supporti: un paesaggio infantile che rivela una straordinaria sensibilità per il colore, studi sul paesaggio che affiancano gli anni della ricerca calcografica caratterizzata da segni precisi e sicuri, paesaggi che rappresentano la Liguria, regione in cui si trasferisce a soli tre anni (nasce a Magnano in Riviera – UD nel 1950) e in cui si radica profondamente.

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Nel 1975, dopo anni di impegno e di esperienza nel campo della grafica, apre a Chiavari una stamperia d’arte; all’incisione dedicherà molto impegno sostenuto dalla volontà di riproporre un recupero della tradizione dell’incisione sia dal punto di vista tecnico sia dal punto di vista artistico.

Seguono anni in cui al lavoro della stamperia affianca la ricerca pittorica, partendo dalle superfici aniconiche di muri segnati, graffiati e abrasi dal tempo per poi inserire iconografie tratte dalla storia dell’arte europea; sono gli anni di “Attacco al Museo” (Genova, Palazzo Ducale, 1994), la “Stanza di Diomede”(Genova, Villa Croce, 1995),“Tentativi di restauro” (Genova, Orti Sauli Arte, 1997), anni di una produzione energica dove il gesto e il colore ne divengono simbolo.

Per un lungo periodo lavora all’ideazione e alla creazione dei cartoni per le vetrate della Chiesa di S. Pier di Canne in cui si possono riconoscere due piani del racconto: quello biblico e quello contemporaneo, con ritratti di conoscenti, parenti e amici che ci fissano e nel contempo sono testimoni delle scene alle loro spalle.