È rimasto così colpito Gianni Pastorino (Rete a Sinistra/LiberaMente Liguria) dal libro dedicato ai risseu del Levante, che ha voluto diramare un comunicato in cui racconta le sue impressioni su questo affascinante viaggio.

Un viaggio lungo i risseu del levante a cavallo dei droni

«Questa mattina mi è stato presentato il libro “Prie De Ma – La Liguria dei Risseu da Portofino a Moneglia” dell’autrice architetto Rosangela Mammola, primo volume della collana itinerari di volo con immagini aeree dei risseu del Tigullio effettuate tramite utilizzo di droni. L’impatto con questo libro e con la sua ideatrice è stato veramente notevole», scrive il consigliere Pastorino.

«L’opera si presenta come un insieme coordinato di fotografie che ritraggono 56 siti, contenenti risseu particolarmente estesi in una parte del territorio del levante ligure, che sono stati “immortalati” tramite l’uso della tecnologia d’avanguardia dei droni. Si tratta di un viaggio affascinante all’interno di un percorso storico rappresentato da un artigianato di elevatissima qualità e professionalità che ci consegna una fotografia del territorio ligure di inedita, ma anche di straordinaria e struggente bellezza. Nello sfogliare questo libro emerge un forte legame dell’autrice con la sua terra e le tradizioni alla continua ricerca di un equilibrio tra realizzazione artistica e presenza di pathos umano che caratterizza le numerose fotografie presenti nel volume».

«Non solo celebrazione della bellezza ma stimoli per migliorarsi»

«Da politico, sono stato attratto da questo libro perché nella sua coerenza e semplicità ci consegna una visione del nostro territorio, ma anche di una possibilità di miglioramento dato che questa straordinaria opera d’arte potrebbe servire da utile stimolo per concretizzare processi e operazioni di manutenzione e tutela di altri beni storici. In altri termini, considero questo volume un “meta-libro” nel senso che, se letto e filtrato con i giusti strumenti valoriali e sensoriali, va oltre e al di là delle intenzioni di mostrarci la bellezza dei luoghi per costruire un nuovo patrimonio umano, sociale e artistico condiviso. Consiglio vivamente il libro e la sua visione per una conoscenza di beni culturali che spesso non riusciamo a vedere o vivere appieno nella loro interezza. Sprono inoltre i lettori ad organizzare una visita a tutti i 56 siti presenti nell’opera per vedere di persona la policromia dai tratti orientali tipica di queste forme di artigianato che commistionano svariate tecniche artistiche. Questo libro è una splendido e affascinante percorso che rimanda e si riconnette alla tematica propria del viaggio che a sua volta si lega all’antica tradizione storica. Il viaggio come metafora della vita, già ripresa da Dante e da Ulisse, prefigurano un percorso di ricerca di interiorità e di scoperta di se stessi. Viaggiando, in senso reale e metaforico, possiamo realizzare le nostre ambizioni e desideri più profondi che ci spingono ad affrontare le continue sfide che ci propone la vita dandole un senso».