Trentasei volumi all’attivo, di cui tre romanzi. L’instancabile esperto di storia locale Sandro Antonini stupisce nuovamente il pubblico con «Il pappagallo rosso – 1968: delitti a Milano», una storia tra il poliziesco in senso classico e il thriller, che attinge alla tradizione di genere e a quella più moderna.

Il pappagallo rosso – 1968: delitti a Milano

Il capoluogo lombardo e Parigi fanno da setting alle vicende che vedono impegnato un commissario veneziano, Giuseppe Foscari, nella delicata risoluzione di un caso intricatissimo e in apparenza senza soluzione: l’omicidio di tre coppie di cui non si conosce l’identità, essendone stati i volti sfigurati da uno spietato assassino. Sullo sfondo un periodo densissimo di avvenimenti destinati a incidere profondamente sui costumi non solo degli italiani, ma dell’intero mondo occidentale, trattato intercalando alla storia vera e propria l’accaduto e le sue conseguenze. Le occupazioni studentesche, gli scioperi operai, i movimenti pacifisti, la guerra del Vietnam, l’assassinio di Martin Luther King si intersecano con la Milano del tempo, descritta in molti dei suoi aspetti caratteristici ed evocativi, e con una Parigi notturna dalle mille sfaccettature. Foscari, vedovo con la passione per la musica classica e operistica, con pazienza e caparbietà a poco a poco fa luce sui misteriosi omicidi, circondato da una galleria di personaggi  che, in qualche misura, risultano legati ai delitti. Al suo fianco il collaboratore Leonardo Fibonacci, anatomopatologo, non a caso omonimo dell’illustre matematico pisano vissuto nel tredicesimo secolo, e il questore Antonio Marrale, che ripone in Foscari una fiducia quasi assoluta. Per la presentazione ufficiale del volume, edito da Internòs, bisognerà aspettare dicembre: sarà lo scrittore di noir e psicologo genovese Bruno Morchio ad illustrare al pubblico il romanzo.