Grazie alla professoressa Giusy Meddis, docente del Caboto ed Istruttrice di danza, l’Istituto “G. Caboto” di Chiavari vara il Laboratorio di Espressione Corporea “La cultura attraverso la danza”.

Il Caboto danza con il mondo, l’indirizzo aziendale fra ballo e cultura

Il progetto, aperto a tutte le classi dell’istituto di Chiavari e Santa Margherita Ligure ed in particolare rivolto a gli studenti di cittadinanza non italiana, è nato all’interno dell’europeo FAMI – Fondo Asilo Migrazione Integrazione – che si qualifica come uno strumento finanziario con l’obiettivo di promuovere una gestione integrata dei flussi migratori: in tal senso, ha visto l’adesione dell’Italia attraverso un Programma Nazionale multisettoriale, capace di integrare politiche, servizi ed iniziative che fanno riferimento ad aree diverse ma complementari.

Il Caboto si è inserito in tale progetto, promuovendo, in questa occasione, un approccio alle diverse culture capace di coniugare studio teorico ed espressione artistica, con il fine di andare ben al di là del chiuso ambiente delle aule scolastiche.

Il laboratorio della professoressa Meddis, infatti, utilizzando elementi di conoscenza legati alla danza, si presta a stimolare le capacità motorie, a scoprire nuovi canali comunicativi attraverso un linguaggio non verbale ma, anche, a far conoscere agli studenti la cultura e la psicologia che ha permesso di dar vita alle danze dei vari paesi. Il ballo, infatti, non nasce per caso, ma è sempre l’espressione di un “sentito” interiore sempre diverso a seconda del territorio in cui sorge e si esprime.

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Per quest’anno, si è scelto di accostare gli studenti alla cultura spagnola che ha dato vita al Flamenco -forma di musica e danza di origine andalusa-, a quella argentina che ha permesso la nascita del Tango originario del Rio de la Plata, alla greca che ha prodotto il Sirtaki danza popolare ballata in formazione lineare o a cerchio con le mani sulle spalle del vicino, a quella statunitense che ha dato vita allo Stile Chicago immortalato da Frank Sinatra e, infine, all’italiana Tarantella, antico ballo legato al cultuale tarantismo. Entusiastica l’adesione degli studenti che hanno saputo, così, coniugare studio, esercizio fisico e divertimento.

“Il movimento è un importante strumento di espressione globale della persona ed una forma di manifestazione delle dimensioni profonde della natura umana: attraverso il ballo, che nasce dal movimento, è possibile liberare emozioni alla ricerca del benessere psico-fisico e di sviluppare, contemporaneamente, capacità mnemoniche, concentrazione e comunicazione. Considerando la partecipazione dei giovani, il Caboto sta studiando, per il prossimo anno, la possibilità di dar vita, ovviamente con modalità diverse e adeguate, ad un laboratorio rivolto alle terza età.”.