«Oggi più che mai con l’avanzare di un’ondata di sessismo, violenza di genere, razzismo e intolleranza troviamo importante incontrarci come donne e uomini femminist@ per discutere e attuare pratiche che possano contrastare tutto questo»: questa la genesi del progetto e della serie di incontri che si terranno oggi e domani a Genova.

Anima Donna

Il progetto Anima Donna nasce dall’idea di due sorelle chiavaresi, Federica Papapietro, in arte Frik, e Beatrice Papapietro, sociologa e operatrice sociale, in collaborazione con Fabio di Bella, fotografo e designer, come evento che unisce cultura, performing art, fotografia, e i temi sociali delle violenze e discriminazioni di genere. Attraverso diverse forme di comunicazione intende trasmettere «un modo nuovo di pensare i rapporti fra esseri umani; mondi che siamo inclusivi, accoglienti, capaci di accettare le differenze come una ricchezza».

«Siamo partite da noi – spiegano le organizzatrici – da una sensazione di necessità che ci premeva, da un’esperienza sessista del mondo, dove come donne ci siamo sempre confrontate con i doppi standard che caratterizzano il rapporto di potere fra uomo e donna. Ci siamo interrogate anche sulle nostre posizioni verso noi stesse, verso le donne diverse da noi, verso la comunità LGBTQ+, verso chi non si conforma alle imposizioni binarie, e rispetto agli uomini. Ci siamo interrogate sui nostri privilegi e sui nostri svantaggi. In quest’ottica siamo andati a rivedere le pratiche femministe degli anni ’70 che avevano al loro centro l’autocoscienza come attività svolta per liberarsi dagli stereotipi patriarcali e trovare la propria forza di essere Donna. Oggi l’autoscienza la rivediamo in chiave transfemminista, dunque comprendendo tutte quelle identità non etero conformi o genere conformi, volendo creare un dialogo che apra le nostre menti e gli orizzonti per una lotta comune al patriarcato e alla violenza che caratterizza questo sistema di potere. Ne vogliamo scardinare la logica lavorando insieme, creando spazi liberi dalle strutture gerarchiche che esistono nella nostra vita quotidiana, facendo esperienza insieme di un mondo che accoglie, si colora, canta, balla, grida, sceglie, lotta, si anima, si libera».

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Gli appuntamenti

Oggi a Genova, presso Quarto Pianeta, area ex ospedale psichiatrico,v.G.Maggio 4, si apre Anima Donna alle 15.30 con una chiacchierata con Francesca Dagnino e Silvia Neonato che «parleranno delle loro esperienze di lotta femminista a Genova, raccontando anche del loro percorso di autocoscienza, mentre Rodica Maria Coatu, dell’ordine professioni infermieristiche racconterà del percorso di G.A.I.A. nell’educare ai sentimenti ragazz* e bambin* nelle scuole come pratica di prevenzione alla violenza di genere. Saranno presenti altri ospiti e il pubblico potrà intervenire».

Subito dopo le artiste della mostra collettiva Anima Donna invece apriranno le porte alle loro interpretazioni, con quadri, sculture, fotografie. Le artiste saranno felici di dialogare con il pubblico e scambiare pensieri sulle loro opere.

Poi, alle 19, attraverso una performance con un momento di Social Arting, Frik & le Neurospille (per l’occasione Michele Perrella e Sara Fioravanti), ci trasporteranno nell’anima delle donne violate, offese, schernite, abusate, usando voce, corpo, colore, per farci comprendere come anche un piccolo gesto, può lasciare un segno, e ogni nostra azione può salvare o condannare.

Domenica 3 Marzo alle 15.30 la Piccola Biblioteca leggere senza stereotipi si unirà ad Anima Donna per creare uno spazio infanzia e per raccontare favole che vadano oltre le nostre norme culturali, narrando modi di essere differenti, capovolgendo il mondo a testa in giù, per far divertire e riflettere.

Alle 17 verrà poi presentato il progetto di sartoria migrante ‘OHERE’, creato da Chiara Carlini, la psicologa referente dell’accoglienza diffusa Chiavari, che accoglie madri richiedenti asilo con i loro bambini. «OHERE punta all’autonomia economica e sociale di queste donne e i loro bambini, che attraverso le loro creazioni di fasce per capelli e vestiti per bambin* raccontano la speranza di un futuro migliore per tutti».