Un viaggiatore alla continua ricerca di se stesso: così si potrebbe definire Angelo Minoli, chiavarese, classe 1973, attore, musicista e cantante, in questi mesi impegnato in giro per l’Italia nel musical La Divina Commedia.

Angelo, dopo il Principe di Verona nel musical Romeo e Giulietta, ora interpreti Ulisse nel musical La Divina Commedia. Quanto hai in comune con lui? «Interpretarlo è un’esperienza straordinaria oltre che una sfida bellissima, abbiamo molto in comune: anche lui, come me, ama andare oltre, ricercare. Nonostante la strada non sia segnata, ha una forza da dietro che lo spinge ad andare avanti, se pur con rinunce e fatica, la sua grandezza è attuale, in molti si possono ritrovare in lui. Ma non interpreto solo Ulisse: nel musical sono anche Guido Guinizelli, il poeta e letterato bolognese: anche lui è un personaggio interessante, la sua storia ha illuminato parti di me che non conoscevo».

Sei un artista eclettico: rispetto al mondo della musica, al teatro ti sei avvicinato di recente, da quasi 10 anni. «E’ un modo di esprimersi che mi arricchisce molto: ti permette di fare tue le storie e far uscire una verità che è già in te. La parola “recitare” non mi piace, preferisco “interpretare”: nella vita puoi mentire, in teatro non te lo puoi permettere. Fare teatro è un modo autentico per sentirsi e raccontarti con verità, ti costringe ad aprirti e metterti in gioco. Mi appaga fare teatro, anche se è un percorso difficile: il lato bello è che inevitabilmente ti porta a riflettere. Colgo l’occasione per ringraziare Mercedes Martini, ho seguito molti suoi corsi: mi ha dato tanto».

Il musical, alla “seconda edizione”, rivisto e ampliato in molti dettagli, già dalle prime date sta avendo un successo enorme. Com’è stato interpretare un testo così impegnativo e immenso? «Il nostro lavoro sta ricevendo critiche positive, e questo ci dà una gioia immensa. E’ uno degli spettacoli più grandi che sta girando in Italia, innovativo per le scenografie e i dettagli. Senza dubbio è stato impegnativo immergersi in un’opera così “sacra”come quella di Dante, un testo che ha centinaia di anni ma che ha messaggi così attuali: è un vero e proprio percorso tra gli alti e i bassi della vita. La voce narrante di Giancarlo Giannini dà valore aggiunto a questo lavoro, ma tutte le persone coinvolte in questo progetto, dal regista Andrea Ortis alle musiche composte da Marco Frisina sino ai testi, coreografie e cast, si sono ben amalgamate. A mio parere non toglie nulla ad una produzione hollywoodiana».

Isernia, Assisi, Reggio Calabria, Bari, Firenze, Milano, Roma: c’è l’intenzione di portarlo a Genova? «C’è un sondaggio on line in corso tra Genova e Torino e sta vincendo la prima: sarebbe bellissimo venire anche qui in Liguria. Molto probabilmente andremo anche all’estero: c’è la possibilità concreta di portarlo in Giappone e in Canada».

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Di recente a Roma hai finito di doppiare in italiano (il film è girato in inglese, ndr) “Creators the Past” con un cast tutto internazionale: Gérard Depardieu, Bruce Paine, Marc Fiorini, William Shatner. Ti vedremo quindi presto al cinema? «Si tratta dell’opera prima di Beppe Zaia, ricca di effetti speciali e personaggi interpretati da un cast internazionale: io interpreto un guerriero scelto da un bambino Una saga di tre episodi emozionante che sta per essere lanciata nelle sale non solo italiane, ma anche estere: ne vedrete delle belle, di più non posso svelare».

Qui nel Levante molti ti apprezzano soprattutto per la tua musica. Nei tuoi concerti c’è un’energia speciale e un pubblico sinceramente coinvolto. «Sono cresciuto a “omogeneizzati e rock and roll”: sin da subito ho scelto di comunicare attraverso la musica. Da  Elvis Presley ai Led Zeppelin, e ancora Van Halen, Deep Purple, Black Sabbath, Iron Maiden, tutti fanno parte della mia formazione e hanno influenzato il mio modo di fare musica».

Tra le esperienze più significative, Minoli ha inciso un disco e si è esibito negli USA, suonando la sua opera “Living In Memphis” con lo storico batterista dei Deep Purple Ian Paice. Ma è un artista veramente eclettico: alcuni se lo ricordano anche in spot per Coca Cola, Nestlè, Fiat Abarth, Wurth, Bic.

Un altro progetto al quale tieni molto è “Under the Dust”, short film girato in India: ce ne vuoi parlare? «Alcuni mesi fa il regista sestrese Nicola Bozzo mi ha proposto di andare con lui in India per intraprendere un viaggio introspettivo all’interno di un Paese immenso e affascinante. Siamo partiti senza un vero e proprio budget, ma ne è emerso un film a mio parere straordinario: l’India ti fa “scendere di quota”, ti sposta la prospettiva. Dicono che lì sia cominciato tutto, e ci credo. Siamo stati a Varanasi il giorno del mio compleanno (il 1 marzo, ndr), l’energia era palpabile, è stata una cosa travolgente, molto toccante. Si vedranno delle belle immagini, i testi sono curati da Luca Ravettino: prima di far partecipare questo lavoro ai festival, vorremmo fare una proiezione in anteprima a Sestri Levante, per condiverlo con voi». Alla prossima avventura, dunque!
Claudia Sanguineti

(Si ringrazia Pino Manocchio per le foto)