Primo incontro di rilievo della mattinata al Festival della Comunicazione che vi presentiamo è quello con Aldo Cazzullo. Che si lascia andare a qualche buffa affermazione.

Aldo Cazzullo, “Metti via quel cellulare”

Cazzullo ha tenuto un monologo ed una riflessione sull’evoluzione del mondo in funzione della tecnologia. Da quello del lavoro, in cui la rivoluzione informatica sottrae posti alla vecchia “classe media” così come le macchine avevano messo in crisi il settore operaio, a quello della società e delle relazioni e la qualità di una vita sempre più vista solo attraverso lo schermo di un cellulare.

Ma, nella disquisizione di Cazzullo sul primo tema, sicuramente di grande attualità, ecco d’improvviso una dichiarazione a dir poco curiosa: «Quando compri una cosa su Amazon, non è che c’è una persona che te la porta, c’è un braccio meccanico che si aziona e te la spedisce». Gaffe o metafora infelice? Inevitabile il dubbio che si debbano dunque temere ripercussioni da parte dei tantissimi magazzinieri di Amazon (per altro una delle pochissime aziende nel settore che sta assumendo in numeri assai importanti, in Italia e nel mondo), che si sono quest’oggi visti smascherati nella loro identità segreta di cyborg.
Nello spezzone video qui sotto, l’interessante discorso – e fantasiosa “metafora” – di Cazzullo.

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Giornalista e scrittore, nel 2003, dopo quindici anni alla Stampa, Aldo Cazzullo passa la Corriere della Sera, dove ora è inviato speciale ed editorialista. Ha dedicato oltre dieci libri alla storia e all’identità italiana; tra questi Basta piangere! (2013), La guerra dei nostri nonni, 1915-1918: Storie di uomini, donne, famiglie (2014) e Possa il mio sangue servire, Uomini e donne della Resistenza (2015), per altro a suo tempo presentato anche nella nostra Moneglia in occasione del Festival del Giallo.