Per chiarire le cause della morte di Roberto Resca, il pescatore subacqueo deceduto giovedì nelle acque di Vallegrande, tra Sestri Levante e Moneglia, è attesa l’autopsia. Come riferisce infatti l’edizione odierna de Il Secolo XIX, per il 62enne emiliano, residente in provincia di Bologna, due sono le ipotesi principali: un incidente, che l’abbia visto restare incastrato fra le rocce (dove il corpo è stato recuperato) e colto dal panico incapace di liberarsi e riemergere, oppure un malore. Certo è che Resca si dedicava alla pesca subacquea da trent’anni, dunque non era certo inesperto: ma come tutti i sub sanno le immersioni possono essere sempre imprevedibili, sia in apnea come in questo caso che (forse a maggior ragione) con le bombole, e il panico dell’imprevisto è uno dei principali pericoli che tutti, anche i più esperti, possono trovarsi a dover fronteggiare.