Morte in mare a Lavagna: per l’incidente sulla chiatta di Aqua iscritti fra gli indagati anche due operatori responsabili della sicurezza.

L’incidente mortale in mare

Per la morte di Vincenzo Anselmi (in foto), avvenuta lo scorso dicembre al largo di Lavagna, sono stati iscritti dalla Procura di Genova altri due indagati: il responsabile della sicurezza di Aqua, la ditta di acquacultura per cui lavorava Anselmi, ed un altro operatore del settore, che si aggiungono a Roberto Cò, titolare della società. Lo rende noto il Secolo XIX di stamane, che annuncia anche come domani la Procura disporrà la perizia tecnica per accertare le dinamiche dell’incidente.

Anselmi era al comando di una chiatta durante le operazioni di riposizionamento di una vasca di allevamento ittico, operazione resa necessaria dalla mareggiata dei giorni precedenti. Mentre i sommozzatori erano al lavoro sott’acqua, secondo le ricostruzioni fatte sin qui, un lembo della sua giacca sarebbe rimasto incastrato nella fune che legava la vasca stessa alla campana dell’argano della gru, intrappolandolo e stritolandolo a morte. Nell’incidente era rimasto gravemente ferito anche Paolo Cò, suo collega 26enne e parente del titolare, che aveva cercato di intervenire per liberare Anselmi.

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Per il momento l’iscrizione per omicidio colposo sul registro degli indagati del titolare e dei due responsabili della sicurezza appare dovere di rito, poiché le accuse sin qui sono ipotetiche. Le perizie dovranno infatti accertare se vi siano delle responsabilità effettive, dovute a carenze di sicurezza, strutturali od organizzative, o se davvero la vicenda si possa interamente ascrivere alla tragica fatalità.