Sono molto migliorate, come riferisce il Secolo XIX di quest’oggi, le condizioni del ragazzo di 17 anni soccorso ormai un paio di settimane fa sulla spiaggetta del Castello a Mare di Rapallo. Tanto che ora è stato trasferito in una clinica in Germania, per terminare il periodo di convalescenza più vicino a casa. Resta tuttavia ancora un mistero quanto realmente accaduto: non vi sono prove si sia davvero trattato, come testimoniato da pressoché tutti i bagnanti presenti, di una folgorazione avvenuta quando il ragazzo, appena uscito dall’acqua, si sarebbe appoggiato ad un faretto o ai cavi stessi dell’impianto di illuminazione del Castello. I tecnici non hanno potuto isolare alcuna dispersione di corrente o problema all’impianto che, del resto, in quelle ore non era acceso. Neppure i sanitari avrebbero riscontrato sul ragazzo i segni tipici di una scarica di corrente, e come nei giorni immediatamente successivi l’incidente si fa strada l’ipotesi del malore, presumibilmente di tipo convulsivo, ma dall’ospedale sono poche le informazioni a giungere pubblico, come del resto più che comprensibile e giustificato nel caso di un paziente minorenne, con per di più un’indagine della Procura in corso. Sono infatti iscritti sul registro degli indagati i dirigenti della ditta che ha realizzato l’impianto (nuovissimo, rifatto dopo la mareggiata di ottobre), assieme a Sindaco ed allora assessore competente: un’iscrizione di rito, per permettere indagini formali che possano una volta per tutte stabilire quanto realmente accaduto.