Ha una delle genesi purtroppo più classiche il suicidio, avvenuto l’altra notte e reso noto oggi dal Secolo XIX, di un ragazzo di soli 19 anni a Rapallo. Il dolore per la fine della relazione con la sua fidanzata, uno spleen che nulla come l’adolescenza riesce ad ingigantire e rendere insopportabile. L’ultimo messaggio del giovane, su Whatsapp, proprio a lei: «Senza di te io non riesco a vivere», e quindi l’estremo gesto, il tuffo nel vuoto dalla finestra di casa, al terzo piano. Non è stato sufficiente l’immediato intervento dei sanitari del 118, allertati dai passanti, che hanno trasportato in massima urgenza il ragazzo al San Martino di Genova: il suo cuore ha smesso di battere proprio mentre giungeva al nosocomio genovese.

Sul caso hanno indagato gli agenti del Commissariato di Rapallo, rilevando che già il giovane aveva mostrato sintomi di depressione e sofferenza per quel rapporto conclusosi. Ma nessuno, tanto meno in famiglia, aveva sospettato che ciò avrebbe potuto portare a tanto: sono ferite comuni a tanti, se non a tutti, così’ come è comune il moltiplicatore della sofferenza rappresentato dalla lente della gioventù. Spesso il tempo rimargina e cicatrizza quelle ferite: talvolta, tuttavia, ciò non basta. Come, purtroppo, è avvenuto in questo caso.