Preda

Un diciannovenne di Apricale, in provincia di Imperia, Nathan Labolani, è morto stamani per una fucilata all’addome esplosa da un cacciatore – un ventinovenne di Ventimiglia – durante una battuta al cinghiale. La dinamica dell’accaduto è ancora in fase di accertamento, ma l’episodio sarebbe avvenuto, verso le 8, nel territorio comunale di Apricale, sulla via che porta a Perinaldo. Il cacciatore avrebbe scambiato il ragazzo per una preda ed avrebbe sparato un solo proiettile (calibro 300 Magnum) con una carabina Winchester.

I fatti

A quanto si apprende il cacciatore lo avrebbe scambiato per una preda, forse perché senza giubbotto catarifrangente, ed avrebbe così esploso un colpo dalla propria carabina, ferendolo a parte del corpo: al braccio e all’addome. Il colpo lo ha passato da parte a parte, impossibile salvarsi, malgrado il personale sanitario abbia fatto di tutto per rianimarlo e portarlo in ospedale. Sul posto sono intervenuti i carabinieri con i vigili del fuoco, il Soccorso Alpino, il personale sanitario del 118 e la Croce Azzurra. È stato allertato anche un elisoccorso da Cuneo, che ha verricellato l’equipe medica direttamente sul posto, ma a nulla sono serviti i soccorsi. Ancora parecchi gli interrogativi da chiarire. Sembra, infatti, che il ragazzo non fosse un cacciatore, e che si trovasse autonomamente nel bosco per una passeggiata col proprio cane, durante la fresca mattinata autunnale.

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Sicurezza nei boschi

Sebbene il fatto di cronaca sia avvenuto nel ponente ligure, sicuramente questo avrà ripercussioni anche nel resto della Regione e nel Levante, soprattutto alla vigilia del tavolo convocato dal “nostro” consigliere regionale Claudio Muzio proprio per discutere coi consorzi della proposta di legge che vuole rendere obbligatorie le pettorine catarifrangenti per i fungaioli.