Per la rissa scoppiata al termine della partita di Serie D tra Lavagnese e Fezzanese, al Riboli di Lavagna, dello scorso 26 marzo, il presidente della Lavagnese Stefano Compagnoni si è presentato dai Carabinieri della stazione di via Matteotti a Lavagna per denunciare un tifoso spezzino.

Il denunciato è un 56enne di Sarzana

L’uomo, un 56enne che vive a Sarzana, è lo stesso che alcune settimane fa era stato denunciato sempre dai militari per lesioni personali. I Carabinieri di Lavagna, al termine di una serie di accertamenti, avevano denunciato il tifoso della Fezzanese (squadra che quest’anno milita in Eccellenza a seguito della retrocessione patita lo scorso anno, a differenza della Lavagnese che milita ancora in IV Serie, ndr) perché avrebbe malmenato un 42enne originario di San Martino in Rio, provincia di Reggio Emilia, presente quel giorno al Riboli, il quale era stato portato al Pronto Soccorso dell’ospedale di Lavagna dove i medici avevano emesso una prognosi di 5 giorni.

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Proposta l’assegnazione di quattro Daspo

Stefano Compagnoni, presidente della Lavagnese

I militari avevano anche proposto alla Questura di Genova l’assegnazione di quattro Daspo, il provvedimento di allontanamento dalle manifestazioni sportive, a due tifosi della Fezzanese, al tifoso della Lavagnese e al presidente del club bianconero. Il provvedimento è ancora pendente. Sì, perché la la decisione non è stata ancora presa e si attende se verrà disposto il Daspo oppure no. Così come è possibile che altre querele vengano sporte in futuro, prima che l’intera vicenda venga chiusa da un giudice. «Una storia sgradevole – ha detto Compagnoni – ero intervenuto dopo che un tifoso della Fezzanese aveva rivolto un gesto molto volgare alla tribuna. Per farlo smettere, lo avevo toccato su una spalla. Il padre del ragazzo, però, anziché pacificare il figlio, mi aveva dato un colpo in testa».