Ora dopo ora si è andato ridimensionando il caso dell’uomo “armato” che ha seminato la paura in stazione a Chiavari ieri, attorno alle 13.

Dalla paura al sospiro di sollievo

Il primo tam tam di notizie aveva addirittura riferito l’avvenimento di una sparatoria, quindi si è passati all’uomo armato asserragliato in un bagno del treno, poi al fatto che l’arma dell’uomo fosse solo un giocattolo e, infine, al fatto che ad asserragliarsi nella toilette del vagone non fosse nemmeno stato lui, bensì due ragazze spaventate. Del resto era parso sorprendente che pur nell’ipotesi di un uomo armato, trincerato dietro la porta del bagno e potenzialmente pronto a far fuoco, gli agenti della Polizia Ferroviaria potessero essere riusciti a disinnescare la faccenda ed acciuffarlo nel giro di appena una decina di minuti.

L’uomo si è arreso subito

La polizia, in definitiva, non ha avuto alcuna difficoltà ad arrestare l’uomo, un chiavarese con problemi psichiatrici, che raggiunto dagli agenti ha consegnato quella che si è rivelata essere una pistola giocattolo e si è giustificato dicendo che «stava solo giocando». Un gioco che avrebbe messo in atto «perché era il suo compleanno». Era piombato prima sul binario, maneggiando la pistola e puntandola su passanti e viaggiatori, e quindi salito sul regionale in partenza per Savona, dove l’aveva puntata insistentemente contro due ragazze. E sono state proprio queste due, terrorizzate, ad essersi “asserragliate” nel bagno del vagone in cui si trovavano. L’intervento della Polfer sul treno è stato necessario per rassicurarle e condurle al sicuro: il convoglio è potuto quindi ripartire appena le due giovani, in lacrime e scosse ma illese, sono scese.

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Non sapeva ciò che stava facendo

Per quanto riguarda il chiavarese responsabile di tutto questo caos, chiarita la faccenda è stato trasferito in ospedale, ma per quanto sia apparso evidente agli agenti dalla sua immediata collaboratività, che non fosse pericoloso e non avesse avuto intenzione consapevole di terrorizzare come ha fatto le due ragazze, quanto avvenuto e le sue conseguenze resta di una certa gravità ed è dovuta scattare la segnalazione alla magistratura. Che ora dovrà probabilmente contribuire a decidere, fra l’altro, se per il malato mentale, già seguito dai servizi sociali, si possa configurare la necessità di un ricovero forzato a lungo termine in psichiatria, onde evitare il ripetersi di simili fatti.