Mini rissa alla Torta dei Fieschi di Lavagna. Il fatto è avvenuto lo scorso 14 agosto. Esposto alla Polizia di Chiavari esattamente un mese dopo, il 14 settembre.

La denuncia alla Polizia di Chiavari contro le persone più influenti di Lavagna

Che Francesco Traldi a Lavagna sia considerato un po’ una «testa calda», è abbastanza risaputo. Che abbia la fama di veicolare le sue battaglie a colpi di lettere scritte in stampatello, email burrascose e paroloni altisonanti, è altrettanto cosa nota. Sta di fatto che, nei giorni scorsi (14 settembre), l’ingegnere ha depositato alla Polizia di Chiavari una denuncia per un episodio avvenuto la sera della Torta dei Fieschi, il 14 agosto. Traldi sostiene di essere stato «aggredito» e ha presentato denuncia contro le persone al momento più influenti di Lavagna: il commissario prefettizio del Comune di Lavagna Paolo D’Attilio, il maresciallo dei Carabinieri Gian Luca Bertoli, il capo della Guardia Costiera Fabio Paita, contro il comandante della polizia locale Matteo Mantero e due agenti della Municipale non ben identificati.

Traldi: «Sono stato sequestrato con violenza»

«Sono stato sequestrato con violenza – afferma Traldi nella denuncia – peggio che alla Diaz di Genova!». Nella sua denuncia l’ingegnere 86enne racconta: «Il 14 agosto 2017, verso le 22, durante la manifestazione della Torta dei Fieschi, sono entrato in Municipio dal portone principale e con ascensore sono arrivato al secondo piano, attraverso il salone, sino al balcone. Nessuno controllava il percorso! Il salone aveva un tavolo allestito con pezzi di pizza o roba del genere. (…) Mentre guardavo la piazza, sono arrivati i sindaci di Chiavari e Cogorno. Il sindaco Marco Di Capua mi stava aggiornando sul rigetto del progetto della Diga Perfigli, a seguito di un mio consiglio durante la sua campagna elettorale, quando è apparso il commissario prefettizio Paolo D’Attilio che mi ha intimato di uscire dal palazzo comunale».

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Gli chiedono la carta d’identità

Comincia il diverbio. Traldi risponde a D’Attilio, come viene evidenziato nella denuncia, che lo ritiene «scaduto dopo i primi giorni d’incarico». D’Attilio si allontana, e arrivano in massa l’ex capo della Municipale Terrile, il maresciallo dei Carabinieri Bertoli, il capo della Guardia Costiera Paita e il comandante della Polizia locale Mantero: «Si sono intromessi tra me e Di Capua e mi hanno separato dallo stesso, chiedendomi… un documento di riconoscimento! Ne ero sprovvisto, non sono un migrante». Seguono altre colorite parole e non solo a quanto pare: «Mi hanno afferrato il braccio sinistro, spingendomi verso la porta per verbalizzare la mancanza di documento di riconoscimento. Ho invitato a togliermi le mani di dosso, non c’era alcun motivo per chiedermi i documenti visto che mi conoscono (…): mi hanno allontanato dal balcone e da un salone “pubblico”».

Denti danneggiati nel diverbio

L’accusa più grave è quella rivolta a uno dei soggetti denunciati: «Mi ha sfilato di colpo la biro dalla camicia, battendomi il mento con il dorso della mano: voleva fregarmi solo la biro o danneggiarmi il labbro inferiore, danneggiandomi il canino superiore sinistro e la protesti inferiore, a sinistra? Ed umiliarmi proprio di fronte all’amico Di Capua?». Il 14 settembre è stata così presentata la denuncia.

 

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