Veronique Garella: il nome della ragazza chiavarese 29enne che ha perduto la vita, investita da un treno a Cavi di Lavagna, nella notte tra venerdì e sabato, aveva cominciato a diffondersi già nel pomeriggio di ieri, ma abbiamo voluto attendere prima di darlo in pasta allo schiacciasassi della stampa. Anche perché cosa sia effettivamente successo dopo che la giovane ha salutato i suoi amici, attorno alle 4 dopo aver passato una serata in un locale della zona, per dirigersi a casa non è ancora chiaro: prevale al momento l’ipotesi dell’incidente, ma non è possibile ancora escludere il gesto volontario, sebbene tale ipotesi non appaia al momento suffragata da indizi e motivazioni.

Veronique, molto nota per aver lavorato come barista in molti locali del Tigullio, potrebbe aver deciso di attraversare i binari per raggiungere più velocemente l’Aurelia, come molti fanno a quell’altezza, approfittando di un passaggio tra i muretti di protezione lungo i binari. E non aver udito il convoglio in arrivo, che l’ha travolta: non in pieno, riferisce il Secolo XIX di quest’oggi, eppure un urto sufficiente ad ucciderla. Il suo corpo è stato poi notato poco meno di due ore dopo dal macchinista di un altro convoglio, che ha allertato i soccorsi e le forze dell’ordine. Proseguono dunque le indagini, al vaglio degli inquirenti anche i filmati delle telecamere di sorveglianza dell’area, nella speranza di poter meglio ricostruire gli eventi che hanno portato all’assurda morte di una ragazza così giovane.