All’interno del processo conti di Lavagna sono stati ascoltati alcuni testimoni presso la corte d’Assise di Genova. Si è parlato di usura ed estorsione.

Ascoltati alcuni testimoni

Secondo la tesi dell’accusa, Francesco Antonio Rodà avrebbe chiesto interessi altissimi sui prestiti concessi. Ascoltate due presunte vittime di estorsione: Mauro Morello ed Emanuele Rossi. La prima ha dichiarato, davanti al pubblico ministero Maria Chiara Paolucci, di aver un debito di 10mila euro ereditato dal padre. Morello ha dichiarato di non aver avuto problemi con Rodà perché vecchi amici di famiglia. Rossi, barista, avrebbe addirittura perso il bar che sarebbe stato acquistato proprio da Rodà. La difesa di quest’ultimo però sostiene che Rossi non era proprietario del bar ma un semplice affittuario.