“È anche questa è quasi passata. Se sono qui devo ringraziare infinitamente e scusarmi per lo spavento Manola, visto che mi ha salvato la vita. Poi i miei figli per la forza, tutta la mia famiglia, papà, mamma, sorelle e cognati con i vari nipoti per l’amore e la vicinanza, il reparto di cardiologia di Busto Arsizio e il reparto di terapia intensiva di Lavagna. Grazie agli amici che ci sono stati vicini, vi abbraccio”.

La vicenda

Giovanni Costa se l’è vista brutta. L’ex portiere di Sammargheritese, Sestri Levante e Lavagnese con cui ha esordito a 40 anni in Serie D, è stato colto da un infarto all’aeroporto Malpensa di Milano.

“Meno male che mi sono accorta delle sue mani bianche e delle unghie nere – racconta Manola Celeri, compagna di Costa – era bianco come un cadavere e sudava”.

Costa, 55enne sammagheritese ma ormai da anni trapiantato nel Tigullio orientale visto che Celeri è la titolare della società che gestisce il supermercato Crai Frigorgelo di via Cesare Battisti a Lavagna e via delle Vecchie Mura a Chiavari, è stato operato d’urgenza a Busto Arsizio perché aveva un’arteria occlusa al 100%. Poi è stato trasferito a Lavagna e dopo alcuni giorni, a sorpresa, è già tornato a casa lo scorso 27 gennaio. Ora, per lui, una cura farmacologica importante in vista di un nuovo probabile intervento.

“Il mio spavento? È stato tanto – confessa Celeri – menomale che sono una roccia”.

Costa si è salvato in calcio d’angolo. Come ha fatto tante volte in carriera, come quando nel novembre 2016, all’età di 52 anni, ha difeso la porta dell’Entella contro il Cornia alla Colmata a mare di Chiavari in Seconda Categoria. Ma il gol, anzi, i gol più belli li ha segnati il figlio Alessandro che, con la maglia della Primavera della Virtus Entella, ha firmato una doppietta contro l’Hellas Verona lo scorso 25 gennaio. Dedica, scontata, al papà, portiere matto con il cuore altrettanto matto.