Domenica 15 luglio, presso il campo di addestramento “Bullies” a Carasco si è tenuta la presentazione/dimostrazione del gruppo Era, il nucleo cinofilo antiveleno. Il gruppo presentatosi a livello nazionale due anni fa a Parma, ha illustrato alla cinquantina di presenti le nuove tecniche di addestramento cinofilo per insegnare ai cani a segnalare bocconi e esche avvelenate nel territorio.

Si è tenuta la presentazione del gruppo Era, il nucleo cinofilo antiveleno

«Una modalità d’addestramento innovativa perché i cani sono addestrati a riconoscere non il veleno ma il cibo – ha spiegato Anna Bruzzone, caponucleo delle guardie zoofile di Lida Tigullio, associazione organizzatrice della dimostrazione insieme a Davide Ciannarella della Asd Bullies -. Gli animali sono quindi addestrati a segnalare i bocconi ma non a mangiarli. Si lavora sempre mettendo al primo posto la sicurezza degli animali che lavorano». All’evento hanno partecipato sia istruttori cinofili che padroni. «La parte teorica, tenutasi presso il ristorante Toni il Profeta, è stata esposta da Claudio Mangini, animal trainer, istruttore cinofilo e cofondatore insieme a Davide Celli(nda figlio del noto etologo Giorgio) di “Wolf Emergency. La parte pratica da Simona Massetti, con la sua Sibilla, una femmina di pastrore Mallinois». A seguire pranzo da Toni il Profeta, per tutti i partecipanti.

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Dopo la presentazione del gruppo Era, via ad altre dimostrazioni

La manifestazione non sarà l’unica organizzata dalla Lida Tigullio, associazione da sempre amica degli animali. «Ringraziamo Claudio, Simona, Davide e Toni il Profeta per averci aiutato a organizzare l’evento – ha aggiunto Bruzzone -. La nostra intenzione è di riproporre periodicamente dimostrazioni come questa».

Chi trova esche avvelenate, le porti ai Carabinieri o alla Asl

Ed è anche grazie a giornate così che padroni degli animali e cittadini possono sapere che comportamento adottare se trovano un boccone avvelenato: «Il monito è quello di prenderli sempre, ovviamente con le dovute precauzioni, usando un sacchetto e indossando i guanti. Poi, portarli ad analizzare o consegnarli alle forze dell’ordine o alla propria Asl di riferimento. La raccomandazione è di non buttarli mai via nei bidoni». Sia per mappare i luoghi dove si trovano le esche che per avviare le indagini.