Aria di cauto ottimismo al termine della riunione odierna tra la proprietà e direzione del Porto Carlo Riva, Capitaneria di Porto e Comune di Rapallo che, venerdì scorso, aveva interdetto l’approdo turistico rapallese alle attività nautiche. Un’ordinanza che ha gravato come un macigno sull’operatività dello scalo e sul futuro economico di decine di lavoratori e di tutto l’indotto, come ben simboleggiano le bandiere a mezz’asta issate all’ingresso e sulla diga del porto.

E proprio questa mattina, in attesa dell’incontro in Comune, i marinai, gli operatori portuali e i rappresentanti di numerose attività commerciali si sono radunati ai piedi del municipio per un sit-in silenzioso con cui dare un volto alle numerose famiglie che oggi vedono a rischio il proprio futuro lavorativo.  Al loro fianco, anche uomini di mare e operatori giunti da Santa Margherita e dai Comuni del comprensorio, oltre al parroco don Stefano Curotto.

Restano ancora sospese le decine di domande e perplessità emerse in questi giorni, una su tutte: era davvero necessario far sgomberare d’urgenza l’approdo, costringendo gli armatori a cercarsi un nuovo ormeggio (in piena stagione) e paralizzando una fetta importante dell’economia cittadina? Davvero non sono state applicate tutte le precauzioni e misure di sicurezza che la società concessionaria assicura di aver rispettato? E ancora: è possibile riaprire il porto Carlo Riva in tempi brevi?

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Interrogativi che, forse, troveranno qualche risposta oggi pomeriggio, alle 16:30 in sala consigliare dove è stata indetta una conferenza stampa straordinaria per far luce sulla vicenda. Conferenza alla quale sono stati invitati a partecipare anche gli stessi dipendenti, marinai e operatori che questa mattina si sono schierati al fianco della proprietà e della direzione del Porto Carlo Riva, nella speranza di veder al più presto gli yacht ormeggiati alle banchine.