Si arricchisce di un nuovo capitolo l’iter giudiziario relativo all’omicidio di Alessio Grana, ucciso dal suo vicino di casa Sergio Frisinghelli (nella foto) a Santa Margherita Ligure nell’agosto 2023, nei pressi dello stabile di via Costamezzana dove entrambi risiedevano.
La Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale di Genova, che ha giudicato Frisinghelli colpevole di eccesso colposo in omicidio colposo, commutando la pena di 2 anni e 20 giorni di reclusione in un periodo equivalente di lavori di pubblica utilità.
Resta ora da stabilire in quale ambito verranno effettuati questi lavori.
Il contesto del caso
La situazione si era aggravata a causa di rapporti tesi tra Grana, descritto da alcuni come «aggressivo e prepotente», e i vicini di casa di via Costamezzana.
Il processo con rito abbreviato ebbe inizio con la richiesta, da parte del pubblico ministero, di 9 anni di carcere per omicidio volontario nei confronti di Frisinghelli.
La sentenza emessa nel giugno 2024 ha stabilito che Frisinghelli, trovandosi faccia a faccia con Grana, il quale lo colpì con un mattarello e un oggetto appuntito in alluminio, ha agito per «legittima difesa», rispondendo a «un’aggressione ingiusta».
Le motivazioni della giudice Angela Nutini hanno evidenziato che «ciò che difetta è, tuttavia, la proporzione tra la difesa e l’offesa, poiché, sebbene l’aggressione con il bastone e il ferro giustificasse anche l’uso del coltello, è certo che quest’ultimo non dovesse essere diretto verso un organo vitale».
Di conseguenza, la condanna a poco più di due anni di carcere è stata trasformata in lavori socialmente utili, in virtù della legge Cartabia e dopo l’appello incidentale presentato dall’avvocato Claudio Zadra.
Il ricorso presentato dalla Procura è stato respinto nel novembre 2025, una decisione ora confermata dalla Corte d’assise d’appello e successivamente dalla Cassazione.