Inchiesta a Rapallo

Comitato Torrente San Francesco denuncia gli spari delle feste di luglio

Inquinamento acustico e assenza di controlli: la critica di alcuni cittadini rapallesi alla tradizione festiva.

Comitato Torrente San Francesco denuncia gli spari delle feste di luglio

Il Comitato Torrente San Francesco esprime forti preoccupazioni riguardo alle celebrazioni recentemente concluse a Rapallo, in onore di Nostra Signora di Montallegro, che si sono svolte il 3 luglio. Secondo il comitato, la tradizione non può giustificare pratiche obsolete e dannose, come quelle legate all’uso di mortaretti e fuochi d’artificio.

Critiche alla mancanza di azione da parte delle istituzioni

“Le celebrazioni appena concluse a Rapallo – attacca il Comitato – hanno lasciato dietro di sé non solo il fumo dei mortaretti, ma un profondo sconcerto. La tradizione non può giustificare il mantenimento di pratiche che oggi, alla luce delle attuali conoscenze, risultano obsolete e dannose. Ciò che in passato poteva essere considerato accettabile per mancanza di consapevolezza, non è più sostenibile in un contesto sociale che riconosce il valore della tutela e del benessere. Quello che dovrebbe essere un momento di festa si è trasformato, per la maggioranza dei cittadini, in un’esperienza insostenibile, percepita da molti come un vero e proprio bombardamento. Nonostante le ripetute richieste di mitigazione, l’amministrazione comunale ha dimostrato una chiusura inaccettabile, limitandosi a spostamenti irrisori dei siti di sparo che non hanno minimamente scalfito l’impatto di un inquinamento acustico devastante. La posizione del Comune appare tanto più grave se si considera la gestione della consulenza scientifica. L’amministrazione ha impiegato fondi pubblici per incaricare un’ornitologa, la quale avrebbe dovuto essere presente sul campo per valutare le situazioni di pericolo. Eppure, secondo numerose e concordanti testimonianze di cittadini presenti sul posto, questa figura è risultata totalmente assente: nessuno l’ha vista monitorare l’impatto degli spari. A fronte di tale condotta, il nostro Comitato ha scelto la via del rigore, incaricando Francesco De Giorgio, biologo ed etologo di chiara fama, di redigere una relazione tecnica indipendente sull’impatto dei fuochi d’artificio in prossimità della colonia nidificante di Airone cenerino (Ardea cinerea). I risultati dell’analisi scientifica sono inequivocabili: l’impatto non richiede “morti” per essere devastante: De Giorgio chiarisce che l’assenza di mortalità osservabile non equivale all’assenza di impatto. Le esplosioni e le luci improvvise costringono la fauna a voli di fuga, alterano i ritmi di alimentazione e mettono a serio rischio il successo riproduttivo della colonia. Principio di precauzione tradito: La tecnologia oggi offre alternative (droni, videomapping) che permetterebbero di festeggiare senza il disturbo di esplosioni impulsive. Scegliere i fuochi tradizionali non è una necessità, ma una scelta politica anacronistica che antepone la consuetudine alla tutela del patrimonio biologico. La civiltà non si misura con i decibel: come sottolinea il biologo nella sua relazione, “la civiltà di una comunità non si misura dalla potenza delle sue esplosioni, ma dalla capacità di riconoscere che la festa di una specie non dovrebbe mai trasformarsi nel disturbo di un’altra”. Ci domandiamo dunque come possa l’amministrazione continuare ad avallare manifestazioni di tale portata, pagando consulenze “fantasma” anziché assumersi la responsabilità di verificare direttamente i danni causati alla fauna. Vogliamo essere chiari – conclude il Comitato – non intendiamo tollerare oltre. Abbiamo prove scientifiche della gravità di quanto accaduto. Questa è la nostra ultima parola per l’edizione corrente, ma è anche il monito per il futuro: il prossimo anno non accetteremo che la storia si ripeta. Il nostro comitato è pronto ad alzare le barricate già dai prossimi mesi, portando la battaglia su ogni sede opportuna. Chiediamo trasparenza, chiediamo rispetto e un cambio di rotta radicale: Rapallo merita una gestione del territorio moderna, civile e, soprattutto, scientificamente fondata”.