Polemiche a Rapallo

Cinghiali abbattuti, il Comitato Torrente San Francesco denuncia la gestione del Comune di Rapallo

Il comitato critica l'ente locale per la mancanza di una strategia etico-ecologica nella gestione della fauna selvatica.

Cinghiali abbattuti, il Comitato Torrente San Francesco denuncia la gestione del Comune di Rapallo

Le controversie sul recente abbattimento di un gruppo di cinghiali a Rapallo continuano a infiammare il dibattito pubblico. A farsi sentire è il “Comitato Torrente San Francesco per la tutela della fauna selvatica”, che ha espresso il proprio dissenso riguardo all’operazione avvenuta nelle scorse settimane.

Dichiarazioni del Comitato

«A seguito dell’evento cruento e ingiustificato del 25 marzo – si legge nella nota del comitato – che ha avuto luogo nelle prime ore del mattino davanti agli occhi sconcertati dei cittadini rapallesi, tra cui alcuni minori, si è formato il Comitato Torrente San Francesco. Questa azione ha portato l’Associazione a Tutela Animali e Ambiente Task Force Animalista a presentare istanza agli atti per verificare la legittimità e le modalità dell’operazione condotta dalla vigilanza faunistica regionale, sotto la direzione dell’Avv. Penalista del Foro di Milano Daniela Russo. Successivamente, il consigliere di opposizione Francesco Angiolani ha presentato una mozione in consiglio comunale, sottolineando l’importanza della prevenzione e del contenimento etico-ecologico degli ungulati, citando esempi positivi come quello delle Cinque Terre. Tuttavia, la mozione è stata respinta dalla maggioranza. Il 18 aprile, un corteo di centinaia di persone ha sfilato per Rapallo, chiedendo giustizia per la famiglia di cinghiali uccisa, molto amata dalla comunità».

«La peste suina (PSA) – affermano Carolina Sala, Giordana Giranti e Annalisa Vagliasindi, referenti del comitato – è stata utilizzata come pretesto per giustificare la caccia indiscriminata della Regione Liguria. Se fosse realmente un problema, gli operatori della vigilanza faunistica avrebbero dovuto adottare misure di bio-sicurezza prima di intervenire nel torrente, trasportando i cinghiali sedati, ma ancora vivi, in modo inadeguato. Il Comune di Rapallo non ha chiesto scusa per non aver gestito la situazione in modo etico-ecologico e continua a mostrare una mala gestione del territorio, senza provvedere a chiudere i varchi segnalati dal Comitato e dalle Associazioni per prevenire l’urbanizzazione degli ungulati. Non viene potenziato il servizio di raccolta dei rifiuti e si osservano accumuli di pattumiera in diverse zone della città, da via Betti a via Mameli, da via Tito Speri a via Bolzano, creando una situazione di degrado inaccettabile. Mentre l’ordinario non viene gestito, il Comune interviene in modo straordinario con catture e uccisioni di animali indifesi».

«Il Comitato non si fermerà – prosegue la nota – e continuerà la sua opera di sensibilizzazione, documentando tutto ciò che accade a Rapallo. Questa situazione ha suscitato un interesse nazionale, con molti cittadini di altre regioni che si sono uniti alla causa. Annunciamo che è solo l’inizio di una battaglia che coinvolgerà l’Italia intera, nel rispetto della nostra Costituzione, degli animali e delle future generazioni».

«Le istituzioni devono utilizzare i soldi pubblici, i nostri soldi, investendo nella prevenzione e nella tutela dell’ambiente, degli animali e delle persone. Solo così si può distinguere tra un paese civile e uno che non lo è. La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci».

Immagini del Comitato