Caso rifiuti, l’ex sindaco di Chiavari Roberto Levaggi nella giornata di ieri si è recato in Procura a Genova per rispondere alle domande del sostituto procuratore Walter Cotugno.

Caso rifiuti, indagine sulle proroghe all’attività dell’ex Cava di Bacezza

La Procura di Genova ha interrogato l’ex sindaco sulle proroghe concesse dal 2015 a oggi, all’attività del sito di stoccaggio della Cava di Bacezza. Il centro di smistamento dei rifiuti è al centro di diverse contestazioni in materia di sicurezza. Si tratterebbe, al momento, di un atto tecnico. Nel 2015 l’amministrazione Levaggi aveva emesso diverse ordinanze di proroga, per consentire al sito di ospitare i rifiuti raccolti a Chiavari dalla ditta Costa Mauro di Albiano Magra (in provincia Massa). Queste ordinanze sono state reiterate periodicamente, anche con l’insediamento della nuova amministrazione. L’ultima, firmata dal sindaco Marco Di Capua, l’8 agosto 2017.

Caso rifiuti, confermate le insistenti voci degli ultimi giorni

In queste ore, non è stato possibile raggiungere telefonicamente l’ex sindaco per un commento. La voce del suo coinvolgimento nella vicenda, era insistente da giorni ed era rimbalzata in città, nel tardo pomeriggio di mercoledì 11 ottobre. Non è ancora chiaro, se Levaggi si è presentato di sua sponte in Procura, o se era stato convocato da tempo.

Cosa riguardano le ordinanze sindacali sulla Cava?

Roberto Levaggi nel corso della conferenza sui primi 100 giorni di amministrazione Di Capua

Giovedì 12, a margine della conferenza stampa sui primi cento giorni dell’amministrazione Di Capua, Levaggi aveva detto di non aver mai ricevuto un avviso di garanzia e di essere stato convocato in Procura.  «Dal mio insediamento avevo disposto la prima ordinanza di igiene sul tema dei rifiuti e sull’attività del sito inviandola anche al Ministero, allegando una documentazione – ha spiegato -. L’attività del sito di stoccaggio è stata da me periodicamente prorogata, così come dal nuovo sindaco Marco Di Capua, l’8 agosto scorso». L’ultima ordinanza infatti, era stata firmata dall’attuale primo cittadino e redatta insieme ai tecnici comunali. Per l’Arpal, Agenzia regionale per l’ambiente, tutte queste proroghe non erano fatte correttamente, poichè dovevano contenere la completa documentazione.

Leggi anche:  Rapallo, uomo alla guida ubriaco condannato ai domiciliari

Caso rifiuti, una corposa inchiesta che comprende gli esposti alla Finanza dal 2014 al 2017

Il filone di indagine sulla cava bacezzina, riguarda la corposa inchiesta sui rifiuti, nati dagli esposti presentati dalla Guardia di Finanza tra il 2014 al 2017 e presentati dalle minoranze consigliari. La proroga per l’utilizzo del sito, è dovuta anche ai lavori di messa in sicurezza mai effettuati fino ad oggi, e che dovrebbero partire comunque il prossimo 2 novembre. Nell’ampia inchiesta dei rifiuti, che comprende tra i diversi esposti, il “caso alghe”, la gestione del sito di stoccaggio di Bacezza, e il conferimento dell’umido dal comune di Borzonasca a Chiavari, sono coinvolti tre dipendenti comunali. Si attende la decisione del giudice del tribunale di Genova per il rinvio a giudizio o l’archiviazione.