Nei fine settimana, quando la richiesta di “sballo” è al suo apice, inforcava la sua bici e via, a consegnare a domicilio la cocaina “porta a porta” ai suoi clienti.

Spacciava in bici, arrestato “pony express” della cocaina

Foodora e i suoi dipendenti che consegnano a domicilio la cena in bicicletta probabilmente chiuderanno i battenti in Italia, non avendo trovato abitudini ed economie favorevoli, ma altre tipologie di consegna a domicilio non conoscono la crisi. In manette per spaccio è finito un trentenne di Chiavari: il giovane, sinora incensurato, secondo la ricostruzione pubblicata oggi dal Secolo XIX avrebbe iniziato questa “carriera” per mantenere lo stile di vita elevato a cui era abituato, e che era stato minacciato dalla morte del padre, in seguito alla quale il trentenne aveva perduto gli introiti che derivavano dai negozi di proprietà della famiglia. Carriera da pusher che si è però interrotta venerdì sera, quando è stato fermato dagli agenti del commissariato chiavarese, che ormai da tempo svolgevano indagini su di lui ed erano pronti a coglierlo finalmente sul fatto. In tutto, fra le dosi che aveva addosso e quelle rinvenute poi nel corso della perquisizione domiciliare, lo spacciatore è stato trovato in possesso di dieci grammi di polvere bianca, oltre alla mannite utilizzata per tagliarla e confezionare le dosi vere e proprie. I suoi clienti erano tutti della zona, fra Chiavari e Sestri Levante, aree, appunto, che poteva raggiungere comodamente in bicicletta. Ieri il processo per direttissima, che ha confermato l’arresto ma con relativa scarcerazione e misura cautelare dell’obbligo di firma in commissariato.