Antonio Rodà, uno dei presunti boss finito in carcere a Genova Marassi in regime di massima sicurezza per 2 anni nell’inchiesta “I Conti di Lavagna” sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Comune e in città, potrà scontare agli arresti domiciliari quanto gli rimane ancora da espiare della pena di 4 anni e 4 mesi inflittagli per spaccio di droga.

Potrà scontare agli arresti domiciliari quanto gli rimane ancora da espiare della pena di 4 anni e 4 mesi inflittagli per spaccio di droga

A renderlo noto l’edizione odierna de Il Secolo XIX. Lo scorso 21 giugno Rodà era stato assolto per l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso ma condannato a 4 anni e 4 mesi di carcere per spaccio di sostanze stupefacenti. In secondo grado era stata ribaltata la sentenza: in primo grado, infatti, con rito abbreviato, Rodà era stato condannato a 14 anni e 8 mesi.